Non costa nulla, non vale nulla

ma com’è che i compagni si sono fissati con la storia delle risorse infinite? il fatto è che ci sono compagni e compagni. il socialismo sentimentale e utopico, quello che “se ti insegno a pescare campiamo tutti meglio”, viene prima di marx, che non era così fesso. e allora il suo paradiso comunista come si poteva reggere? con un cambiamento della natura umana, non tanto chiaro ma si intuisce diretto un po’ ALL’INTERNO, al godimento di sè più che di un benessere materiale che non poteva crescere oltre una certa soglia.

però dopo marx le cose si sono imbrogliate, i vantaggi acquistati dai lavoratori attraverso una lotta più sindacale che politica li hanno messi in una condizione ambigua: non avevano alcuna intenzione di spartire nemmeno dieci lire con nessuno, ma la loro morale gli imponeva di condividere qualcosa, e allora per uscire dall’impasse hanno pensato di condividere ciò cui non davano alcun valore, o che ritenevano inesauribile solo perché immateriale. parliamo di status e informazioni: tutti cittadini, tutti informati.

ma i compagni non si sono accorti che queste cose, pur non essendo materialmente consumabili, hanno pur sempre un valore inversamente proporzionale al numero dei condividenti. le buone idee forse sono infinite, ma una buona idea vale economicamente finché ce l’hai solo tu. lo status di cittadino non si esaurisce, ma i vantaggi economici e psicologici legati a quello status sì. e perciò a furia di caldeggiare lo sputtanamento di queste risorse pur sempre limitate i compagni si sono trovati coi bulgari che hanno il loro stesso status, le loro stesse informazioni, la loro stessa capacità di lavoro, ma un costo orario dimezzato (per ora). la tragicommedia è che questo era proprio lo scopo dei nemici, i capitalisti, ed è stato raggiunto coi voti dei compagni. E QUESTA ORMAI E’ UN’OVVIETA’. SI SA DA CINQUANT’ANNI. ma non si può accettare.

però rimane il fatto che marx probabilmente l’avrebbe capito, anzi avrebbe ironizzato su questi presunti compagni imborghesiti e prodighi di buone intenzioni e migliori consigli. il suo tentativo, evidentemente fallito ma coraggioso, era quello di portare la realtà nelle menti degli utopisti, ma come sempre il sogno è stato più forte. la cosa triste è che è un sogno a metà, profondamente ipocrita. non è un sogno capace di accendere davvero alcun fuoco, a parte quello della propria pira.

i vecchi socialisti forse erano davvero eredi degli apocalittici e degli gnostici, ma marx no. è stato una curiosa eccezione in un lungo, quasi eterno sogno, che col tempo è diventato sempre più piccolo e meschino. come tanti sogni era nato vivido e travolgente e poi ne sono rimaste semplici immagini, ridotte poi a parole. esattamente come capita a noi le rare volte che sogniamo e dopo due minuti dal risveglio ricordiamo solo un nome, che brilla per un attimo nel clangore degli spazi prima di affondare anche lui nel nulla.

P.S. effettivamente il processo si ripete: una volta i poveri, diciamo i comunisti volgari, pensavano che impadronendosi della casa signorile, dei campi e del porcile il più sarebbe stato fatto: a quel punto si spartiva e tutti liberi e felici. ma le risorse finiscono, i campi spogliati restano tali, i porci arrostiti non figliano, la terra che arricchiva uno non nutre cento e inoltre arrivava pure nino biscio, la polizia, arrivava qualcuno e tutto tornava come prima e parecchi contadini erano anche contenti, un po’ d’ordine ci vuole.

contadini più evoluti e in proporzione più fessi hanno creduto che impadronendosi dei mezzi di produzione delle risorse immateriali si potesse gioire tutti. il ministero dell’interno, la scuola, i mezzi di comunicazioni, questi sono i mezzi di produzione degli status, delle conoscenze e delle informazioni, e la sinistra è davvero riuscita ad impadronirsene e a distribuire, distribuire a piene mani, tanto le idee non si consumano, “allargare i diritti” non costa nulla!. era la soluzione geniale, miracolosa: un pane che non si consuma! e non veniva più nessuno a bastonare e a punire! chissà perché!

il vero compagno avrebbe capito che quando i ricchi non ti contrastano vuol dire che gli stai facendo un favore. stai distribuendo a spese tue ciò che presto varrà molto poco, stai insegnando a pescare al tuo vicino e stai sicuro che lui ti renderà il favore venendo a pescare proprio sotto casa tua, un po’ per se e un po’ per il padrone, e tutta la morale che gli avrai insegnato non gli impedirà di metterti in mutande perché era una morale ipocrita, proprio come la tua generosità.

dai loro frutti li riconoscerete, diceva elia spallanzani…

(da qui)

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