Insegnami la comprensione e l’indifferenza

L’appoggio incondizionato della sinistra alle rivendicazioni dei popoli colorati, anche quando sembrano sfociare nel delirio, è solo la prosecuzione di una vecchia tattica dei compagni basata sulla comoda speranza che prima o poi gli ultimi del mondo faranno la rivoluzione al posto loro. “L’unica speranza è nei prolet”, scrive Orwell in 1984, e questo riassume il socialismo sentimentale che ha preso il posto di quello scientifico. Orwell vede benissimo che i prolet sono completamente succubi della propaganda e addormentati dalle canzonette (l’ “industria culturale”), ma ciò nonostante scorge in loro una forza vitale atavica, indistruttibile, che prima o poi esploderà. Allo stesso modo i compagni si illudono almeno da un centinaio di anni che i vivaci colorati insorgeranno, con l’unica aggravante, rispetto a Orwell, che credono anche cinicamente di poter e dover guidare questa rivolta.

L’idea, per quanto bislacca, ha avuto molto successo, soprattutto tra i fascisti. Infatti anche se non fosse vero sarebbe buona politica presentare i colorati come avanguardia armata dei comunisti, per far paura alla gente e aggiungere all’odio razziale, tutto sommato fatto più di svalutazione che altro, il ben più potente odio basato sulla paura di un avversario reale, subdolo e agguerrito. Così, mentre i compagni di fatto non sono mai riusciti a mettersi a capo delle proteste dei colorati (anche perché, essendo bianchi, i neri giustamente non si fidano), la loro tattica è riuscita a trasformare la concezione dei fascisti mutando i presunti inferiori in nemici e sostitutori etnici. Una delle prove è che tra il popolo è scomparsa anche la tradizionale pietà per i “poveracci” che muoiono in mare o di stenti: non li vedono più come poveracci ma come invasori chiamati da traditori nascosti nello stato, quindi la morte è il minimo che possa capitargli.

C’è da sperare che i neri si accorgano di quanto il legame con la sinistra danneggi la loro causa e che, come del resto già previsto molti anni fa, si ribellino innanzitutto contro i loro “liberatori”. Ma tutto al mondo è complicato e ambiguo e quindi anche loro si illudono di poter manipolare la sinistra per raggiungere i mezzi di informazione etc etc. È una bieca altalena di reciproco sfruttamento che non sembra destinata a fermarsi.

P.S. Va detto che ci sono alcuni pochi compagni onesti, Orwelliani puri e non puerili machiavelli in 64simo, che credono davvero di dover sparire per lasciare spazio a gente più vitale. Il problema è che con la tipica inconseguenza dei compagni poi non spariscono.

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