Intorno al cadavere di un oceano

Scrivevamo tre anni fa:

“Il sito della Fondazione, nel suo squallore, continua a ricevere una ventina di visite al giorno. Da quando siamo passati a WordPress dopo il collasso di Splinder abbiamo avuto circa centomila visite. Il numero di commenti è diminuito costantemente, ma già nel 2012 in tutta la rete la discussione si stava spostando dai blog a fb o twitter, presumibilmente perché per loro struttura rendono difficile o impossibile qualsiasi conversazione diversa da un ping pong di imbecillità. Quel che ci sorprende è di avere ancora visite. Evidentemente chi capita sul blog lo fa per caso, perché non c’è nessuna reazione. Ma anche blog molto più curati del nostro hanno pochissime interazioni, perché l’interesse principale del commentatore non è comunicare, informare o informarsi, bensì semplicemente essere visto e quindi se una pagina è poco frequentata non vale la pena commentare. I commenti dei blog sono diventati una specie di vecchia casella postale per i distratti saluti di vecchi conoscenti, i deliri di qualche grafomane, le pubblicità di gadget porno. Tutta la geniale brillantezza del popolo italiano si sfoga da anni in pochi profili di fb o twitter, producendo effetti di rumore e sovraccarico simili alla distorsione di una chitarra picchiata contro una ciotola di rame piena di escrementi di vombato, notoriamente cubici. È pure ovvio che inserirsi in una discussione con duemila scimmie urlanti implica una speranza inaudita: le possibilità di essere letti, o addirittura capiti, sono così basse che mille commenti al giorno di fatto comunicano meno di uno solo mandato a uno specifico destinatario, eppure il popolo continua a sperare, ognuno si dibatte senza tregua per essere visto e ciò ricorda un’altra passione nazionale, la lotteria, in cui la diminuzione continua della possibilità di vincere non toglie, anzi aumenta, la propensione a partecipare”.

Adesso anche twitter ed fb si sono svuotati in favore dei canali di video: identico processo ma con un sovrappiù di volgarità, dato che i video sono alla portata anche degli analfabeti.

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Intorno al cadavere di un oceano

  1. Graziano Pampaluna ha detto:

    Il problema del commentare sul blog della Fondazione è che, visti dopo qualche tempo, i propri commenti stridono per insipienza al cospetto del testo che vorrebbero commentare; da ciò l’astensione, quantomeno da parte mia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.