Voce che grida durante la cammellata nel deserto

Sono anni che segnaliamo i danni spaventosi provocati dal turismo e quanto sia necessario diffidare sempre dei forestieri e adesso potremmo sottolineare quasi con piacere quanto avevamo ragione MA siamo troppo dei signori per farlo, e poi non si può certo gioire delle disgrazie.
Inoltre è del tutto improbabile che un’epidemia, anche se diventasse catastrofica, basterebbe a limitare lo sporco vizio degli ignoranti di andarsene in giro pensando che ciò sostituisca l’intelligenza e la sensibilità.

Il turismo dei cretini di massa ha già superato il numero di vittime provocate dal terrorismo e supererebbe anche la peste, è una specie di cancro inarrestabile perché simula una risposta all’inquietudine, ed è un tipo di inquietudine peculiare perché non viene dalla conoscenza ma, al contrario, dalla stupidità. Un’inquietudine senza curiosità, senza dubbi, una pura smania che ricorda quella di certi animali confinati nei recinti, desiderosi unicamente di allontanarsi dai loro simili.

Il viaggio come apparente rimedio alla frustrazione ma in effetti semplice rinvio perché all’arrivo trovi di nuovo i tuoi simili, da cui non puoi sfuggire, ed è proprio perché non vuoi ammetterlo che ti ostini a girare e paradossalmente finisci così per rendere gli altri ancora più simili a te, contagiandoli con i tuoi vezzi, le tue mode, le tue malattie, il tuo inconscio ma profondo disprezzo per la tua vita e per la loro, il che in breve li costringerà a viaggiare per cercare di non vedere, e così via.

P.S. Che poi, è talmente ovvio: il solo fatto che ci siano un miliardo di turisti rende impossibile “viaggiare” se non intruppati con altri turisti, fino a posti resi mostruosi da frotte di turisti. Nemmeno la selezione economica può farci molto, e comunque funziona solo per pochi e non per te. Certo si dirà che col turismo campa un sacco di gente: ma campavano anche con l’amianto, eppure l’abbiamo messo fuori legge; campavano anche col brigantaggio, campano tutt’ora con le puttane, anzi puttane e turismo è quasi la stessa cosa. Che alternativa si può proporre, oltre a leggersi il fantomatico “buon libro” venduto da Phazio o giocare a risiko con le regole sbagliate? Beh ci sarebbe sempre l’aborrita introspezione, o per i più forti di stomaco il dialogo socratico. Ci sarebbe la cura del proprio giardinetto, se non della propria anima. Il problema non è la mancanza di alternative, è proprio la mancanza di fantasia.

P.P.S. Quanto sopra era stato scritto in relazione al virus cinese, ma torna a proposito anche per il (molto meno pericoloso) vaiolo delle scimmie.

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4 risposte a Voce che grida durante la cammellata nel deserto

  1. Riccardo ha detto:

    Qualche giorno fa ero al Pincio con alcuni amici. Alla vista della scalinata insudiciata e devastata, uno di loro dice: “che figura con i turisti”; e io: “proprio i turisti l’hanno ridotta così”. Mi hanno guardato come se fossi pazzo.

    • eliaspallanzani ha detto:

      Il danno provocato ogni anno dai turisti al patrimonio artistico è più grave di quello causato da tutti i talebani del mondo negli ultimi trent’anni. La sola presenza di un massa di turisti copre ed azzera qualsiasi monumento: e ciò avverrebbe anche se non fossero le bestiacce che sono ma disciplinatissimi svizzeri o silenti giapponesi.

  2. The Artist Formerly Known As Dax ha detto:

    Questa è la Fondazione che amo: quella che maltratta i turisti, i wuminghi e la classe disagiata.
    E la detesto quando diventa più draghiana di Draghi, si caca sotto per il raffreddore, e fa battute anticattoliche da terza liceo.
    Insomma, siete la escorta che mi fa venire voglia di prenderla a schiaffi e, contemporaneamente, toccare il cielo con un dito.

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