Sotto il limite

L’altra sera hanno rifatto per la centesima volta Ghostbusters e l’abbiamo rivisto con letizia, anche se nel modo in cui si guarda la televisione e quindi a pezzi, mentre si spippola sul telefono o si finge di dare retta a qualcuno che insiste a parlarti. Questa visione frammentata ci ha permesso di notare una cosa che in trent’anni ci era sempre sfuggita, ossia che Sigurni e il nanetto a un certo punto trombano: sembra sicuro perché si vede proprio il nanetto con la cinta slacciata.

Capiamo che per molti non sarà una rivelazione, ma per noi sì. Nonostante tutte le evidenti allusioni (la chiave, la porta etc) il nostro cervello si era sempre rifiutato di cogliere: conservava ancora le impressioni ricevute vedendo il film da ragazzini, quando la tetra meccanica del coito ci era ancora misericordiosamente celata.

Oppure può anche darsi che la scena della cinta, di due secondi, nelle vecchie edizioni italiane mancasse. Qualche dubbio dovevano averlo anche gli sceneggiatori, perché in origine era stata girata una scena in cui si negava che fosse avvenuto il congresso. In seguito però la scena è stata tagliata e viene da chiedersi il perché: il fatto era già troppo evidente o, al contrario, si voleva evitare di attirare l’attenzione su un particolare che poteva sfuggire? In fondo era un film per ragazzi. Comunque in America parecchi continuano a negare che i due abbiano scopato perché “non è detto esplicitamente”.

Va detto che anche dopo aver capito il fatto preferiremmo non averlo capito, perché l’idea di Sigurni che si fa ingroppare dal nanetto ha qualcosa di rivoltante. Più generale e altrettanto scontato il consiglio di non rivedere mai troppe volte gli stessi film o rileggere gli stessi libri, perché altrimenti si scambia la propria degenerazione con un sovrappiù di senso.

P.S. Leggendo rapidamente la sceneggiatura inglese si notano come al solito alcune notevoli differenze rispetto al doppiaggio. Ad esempio, quando si spiega che Gozer può assumere qualsiasi forma il testo fa l’esempio di J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI, mentre il doppiaggio ci mette Hitler, evidentemente perché in Italia pochi sanno chi era Hoover. La frase “presto, che la vita è breve” detta dal tipo che prende il taxi-zombie in inglese è più ordinaria: “I’m in a hurry, so let’s not dawdle”. La battuta di Spengler su Ivo Shandor che praticava la chirurgia a fini voluttuari è molto più esplicita in italiano che in inglese, dove dice “Performed a lot of unnecessary surgery”. Come spesso accade, il testo originale ci sembra più “piatto” della traduzione, perché banalmente conoscendo poco l’inglese non cogliamo molte ambiguità e sfumature che la traduzione risolve.  

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