Il problema è che l’alternativa allo stato etico è lo stato ipnotico

Le polemiche sul certificato verde mostrano non solo la profonda ipocrisia di tutte le fazioni che partecipano al dibattito (e che ormai deve considerarsi una caratteristica scontata e strutturale del discorso pubblico), ma anche che l’indebolimento del potere dello stato conduce di nascosto a un potere che si potrebbe definire ipnotico.

La questione, sulla carta, è irrisolvibile perché ci accaniamo a partire da presupposti inesistenti. E’ noto che i trattamenti sanitari non possono essere imposti se non per legge, ma è anche una riserva storicamente pensata per scopi diversi dal contrastare un’epidemia mondiale; ed è vero che il certificato verde non equivale a un obbligo, però viste le limitazioni che introduce è quasi un obbligo.

L’intangibilità del corpo nasce in sostanza per limitare l’arbitrio del potere esecutivo sul singolo o il piccolo gruppo, e nella nostra costituzione viene introdotto un limite anche al potere legislativo, che non potrebbe comunque invadere i fantomatici limiti della “persona umana”, che nessuno sa cosa siano. La bella china, insomma, era già iniziata, perché anche se l’obbligo del vaccino fosse imposto con legge qualcuno potrebbe appellarsi ai sullodati indefinibili limiti, e quindi non la finiremmo più.
Dentro lo stato c’è un nucleo intangibile, “naturale”, sacrosanto, che è questa benedetta “persona umana” e che pretende sempre più spazio: è chiaro che uno stato con 60 milioni di stati sovrani e intangibili al suo interno è pura pazzia.

E però è la pazzia in cui stiamo bene o male volontariamente affondando da almeno sessant’anni, se non di più, con l’aggravante che pretendiamo al contempo uno stato efficiente e onnipresente, che si prende cura di noi e però rispetta anche le nostre indiscutibili alzate di ingegno in quanto espressione della “persona umana”.

E finché questo processo rimane nascosto, si può anche fingere che vada tutto bene. Ma siccome ormai è palese, cade l’illusione di uno stato capace di modificare la realtà vincendo anche gli ostacoli materiali. Cade non solo l’idea che lo stato monopolizzi la forza, ma anche la semplice credibilità della minaccia della forza.

Perché lo stato moderno, siccome si occupa di tutto, non può realisticamente usare davvero la forza: non ci riuscirebbe: è però necessario che la maggioranza sia almeno convinta che potrebbe. Con la storia della “persona umana” questa convinzione svanisce e la gente SA che ribellarsi allo stato non avrà conseguenze drammatiche: la minaccia non è credibile e quindi anche la ribellione diventa poco più di una sceneggiata, una recita leziosa.

La scarsa serietà di tutta la faccenda invita a partecipare chiunque: non c’è bisogno di coraggio, di abnegazione o di spirito di sacrificio per contrastare lo stato, tanto cosa può farti? Mica può ficcarti la siringa nel braccio contro la tua volontà: è inaudito che possa farlo. Può solo cercare di indurti con blandizie e ricatti, che poi è esattamente quello che fa. Non ti obbliga perché sa che non può e quindi ti tratta come un bambino: non può costringerti a mangiare le verdure ma se non le mangi piange, e magari ti toglie il cellulare. E a questo punto tu che fai? Sostieni che toglierti il cellulare equivale di fatto a una punizione corporale vietata e chiami il telefono azzurro.

Questo stato semi impotente, spogliatosi di gran parte del suo potere (anche per ottime ragioni), è esattamente come un genitore “moderno” che non sa cosa fare col figlio scostumato e scemo ma pur sempre “persona umana”. Solo che non ha nessuna tata esterna da chiamare: può solo ricorrere al vecchio ricatto del gatto mammone (“guarda che se non obbedisci a me arriveranno i fascisti, i talebani, hitle, il demonio”), e il popolo bambino se la ride e continua a sputare la verdura e a dare fuoco ai tappeti.

Per cui lo Stato deve imparare a ipnotizzare, diventare ancora più abile, più persuasivo: studiare le tattiche manipolatorie della pubblicità per indurre dolcemente il pargolo a inghiottire il pupparuolo: in pratica deve diventare una via di mezzo tra uno psicologo e una puttana: deve diventare un venditore di cautele, un imbonitore, anche un pagliaccio, e questa non è una cosa nuova in se. L’unica novità è che questa sceneggiata viene spacciata per un progresso: non è considerata più nemmeno un ripiego ma il modo ideale di procedere.

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2 risposte a Il problema è che l’alternativa allo stato etico è lo stato ipnotico

  1. ricciardus ha detto:

    Il poppolo è sempre stato infante. Il problema è che lo stato è sceso al suo livello.

  2. Pingback: La verità sui novax (ma quella veramente vera) | Fondazione Elia Spallanzani

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