Una repubblica fondata sul “paradossalmente”

I giornalisti dovrebbero capire che l’ossimoro non è più considerato una prelibatezza stilistica da circa duecento anni. Viene però il dubbio che spesso sia usato involontariamente: badando poco al significato dei termini si finisce per infilarne di contraddittori.
Altra raccomandazione è di evitare, se possibile, il termine “paradosso”. La sua incontrollata diffusione ha già avuto il solito effetto di privarlo di significato e quindi può capitare di leggere “più gente ha bisogno di una cosa e paradossalmente più costa“, dove non si capisce se l’autore scambi davvero il paradosso con l’ovvietà o se sia davvero convinto che quel fatto ovvio sia paradossale.
In generale, fate questo esercizio: ogni volta che leggete “paradossalmente” provate a sostituire con “ovviamente” e vedete se non suono più vero così. Al terzo caso positivo, buttate il giornale o disattivate l’abbonamento.

Molti anni fa leggemmo un libro intitolato “Nodi“, che parlava di metodi patologici di comunicazione. Sulla copertina c’era scritto “Stanno giocando a giocare un gioco”. Il succo era che il continuo utilizzo di frasi contraddittorie (che vengono sempre stupidamente considerate “ironiche” da chi le pronuncia e quindi accettabili o addirittura preferibili) induce ansia nei bambini e li destabilizza, rendendogli impossibile capire se è vero, se è un gioco, se è il gioco di un gioco o così via. Crea appunto dei “nodi” in cui non si sa cosa succede se si tira questa o quella cordicella, col risultato che per imitazione (e più ancora per evitare rischi) anche il bambino comincia ad esprimersi in quel modo e i nodi si intrecciano ancora di più, finché la conversazione diventa insignificante o un campo minato. All’epoca pensammo che in fondo quello dei bambini era l’ultimo problema: ormai quella forma di comunicazione era talmente diffusa tra gli adulti che sarebbe servita una rieducazione di massa. Un tempo indefinito ma comunque già lontano, durante il quale non si è fatto nulla al riguardo.

Una delle conseguenze è che l’Italia è diventata una repubblica fondata sul “paradossalmente”.
Di fronte informazioni sgradite, la scelta d’elezione del commentatore resta sempre negare innanzitutto i fatti (le immagini che vedete non sono vere), poi quando non è più possibile negarli si passa a contestare il linguaggio (le immagini saranno anche vere ma presentate in quel modo creano panico a fini elettorali), e alla fine si ricorre al “paradossalmente” (vabbè allora le immagini sono vere, e sono proprio spaventose, ma paradossalmente dovete continuare a fidarvi di noi).
Grazie al paradossalmente nasce una diversa forma di pensiero, una specie di rovescio del sillogismo che si rifiuta di trarre conclusioni e anzi deduce esattamente il contrario di quel che sembra.

Alcuni esempi:

– per cinquant’anni in Italia si è detto: “il nostro paese ha bisogno di laureati ma ne produce pochi, e di quei pochi paradossalmente molti emigrano”.
Visto? Funziona benissimo. Ci vogliono più laureati, è così chiaro!
La frase corretta sarebbe stata: “l’Italia non è in grado di impiegare molti laureati, quindi ovviamente anche quei pochi che produce in parte emigrano”. Di conseguenza bisogna semmai avviare attività che richiedono personale più istruito, no sfornare più personale inimpiegabile.
Ma se tu vuoi trovare lavoro agli istruiti e punti sul turismo di massa, che richiede tendenzialmente tanto personale poco specializzato, allora forse paradossalmente stai facendo una cazzata.

– Considerate la frase: “La nostra è una società basata sulla conoscenza, ma paradossalmente il numero di persone che non capisce cosa legge e non ricorda cosa è successo ieri aumenta ogni giorno”.
La traduzione in lingua obsoleta è: “siccome la gente non capisce e non ricorda, ovviamente la nostra non è una società basata sulla conoscenza”.
Al contrario, è basata proprio sulla distruzione della conoscenza attraverso la distruzione del linguaggio significativo e il ritorno a un flusso continuo di immagini stile tempo del sogno di un mentecatto.

– Notare come la formula funzioni per tutto, in ogni campo. Ad es.: “L’offerta informativa relativa al cibo è sempre più matura, attenta e responsabile, ma paradossalmente gli italiani sono diventati un popolo di chiattoni”.
O:
“Le fasce più ricche ed istruite della popolazione stanno adeguando il proprio stile di vita alla logica dell’ecocompatibilita, fornendo anche un prezioso esempio al popolino: ma paradossalmente la catastrofe climatica sembra sempre più vicina e inarrestabile”.
E ancora:
“Anche quando portano meritatamente il rolex per via delle circostanze, i compagni restano fonte di ispirazione e alto esempio dei sacrosanti ideali di giustizia e uguaglianza: paradossalmente il popolo diventa sempre più canaglia”.

Continuate voi, se ne avete lo stomaco.

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5 risposte a Una repubblica fondata sul “paradossalmente”

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