La ragione per cui

“Nel 2017 il Censis, a spese pubbliche, aveva attestato la presenza tra gli italiani di un certo rancore, ed in particolare di un rancore verso il Censis, che evidentemente si faceva pagare dalla collettività per leggere i giornali o raccogliere le chiacchiere degli sfaccendati nei bar. Il problema però era reale e nel decennio successivo lo schifo e l’odio degli italiani verso i loro connazionali arrivò al punto che molti immigrati rinunciarono alla cittadinanza generosamente concessagli proprio per non essere odiati anche loro. Ma il clima che si respirava era da crollo dell’impero romano: coppie di anziani coniugi si toglievano la vita col topicida dopo aver incendiato tutti i loro beni, preferendo questo che lasciare uno spillo a quelle bestie dei figli; altri donavano tutto agli extracomunitari, senza fare alcuna distinzione tra i poveracci e i riprovevoli, oppure azzardavano investimenti consigliati da bancoposta, che per distruggere la ricchezza era un modo ancora più sicuro dell’incendio. Nei condomini, da sempre focolaio di un odio ottuso e implacabile, si levavano le grida degli assassinati per non aver chiuso bene il portone. E tutti si chiedevano angosciati da dove venisse quest’odio insensato e feroce, che tutti deploravano tra una spiata e un commento velenoso sull’igiene del vicino di ombrellone. Mai si erano sentiti tanti appelli alla ragionevolezza e alla compassione, che però esacerbavano solo gli animi, perché nessuno voleva prendere lezioni da nessuno, e ci mancherebbe altro. Come aveva detto settant’anni prima Elia Spallanzani, “ogni goccia biasima il diluvio”, ma lo stesso grande autore era caduto vittima dell’odio popolare, confermando così un’altra sua profezia, e cioè che a furia di ignorarlo quelle carogne sarebbero arrivate anche ad ucciderlo. Si comprenderà perciò lo stupore quando, intorno al 2040, cominciarono a circolare alcuni suoi inediti, e con loro la voce che fossero stati scritti da poco. Su un muro di un paesucolo abbandonato da anni ai predoni Khmer apparve la scritta “in verità egli vive”. Da quando l’abbiamo vista sentiamo il bisogno di ricordare il futuro”.

Fondazione Elia Spallanzani, Vecchi trucchi per un nuovo cane, Passogatto, primo aprile 2049.

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