Sospettare, sospettare sempre

Parlando di roba da mangiare, che poi è un argomento che non stanca, pubblichiamo parte di una delle ultime lettere di Spallanzani alla nipote Letizia.

“Cara Letizia, l’altra notte mi sono svegliato verso le quattro in preda all’inquietudine, mi sembrava di ricordare di aver fatto un sogno sgradevole che aveva a che fare con le etichette, ma i dettagli mi sfuggivano. Tanto per fare qualcosa mi sono alzato e sono andato in cucina, dove un gesto dopo l’altro ho finito per mettermi a mangiare dei biscotti del Mulino Bianco. Ti ricordi la pubblicità del piccolo mugnaio? Io per me l’ho sempre trovata frustrante. Comunque si trattava dei galletti, quelli quadrati, e mentre ne immergevo uno nel latte ho pensato alla frase “inzuppare il biscotto” e mi sono messo a ridere da solo, a lungo, sgangheratamente. C’era qualcosa di orrendo in quella risata da mentecatto e allora sempre per fare qualcosa mi sono messo a leggere l’etichetta dei biscotti, come faccio sempre.

A parte i dati nutrizionali, che tengo in gran conto, amo la lista degli ingredienti e mi sembra che leggendola il sapore dei biscotti migliori. Infatti mi sono sembrati subito più zuccherosi, direi addirittura più cristallini e sgranocchievoli, quando però mi è venuto un dubbio:  “ma questa etichetta, insomma, è sempre stata così?”. Sono già tanti anni che vendono i galletti, ci sarà pur stato qualche cambiamento nella ricetta o negli ingredienti, ma io come faccio a saperlo cara Letizia? Non posso mica fare il confronto con l’etichetta di un anno fa, o di cinque, e chi è che si conserverebbe l’etichetta dei biscotti per vedere se varia la composizione? Allora mi sono detto che avrei chiesto al negozio, ma poi mi è venuto in mente che un’informazione del genere non la sapranno, perché non importa a nessuno, o meglio importa eccome ma a gente che non ne discute in pubblico, et pour cause.

Ma il fatto che la composizione delle merci varia di nascosto mentre l’aspetto resta uguale, questa idea dico, un’idea molto semplice e banale, si è impadronita di me disordinatamente, si è estesa a tutti i settori dell’esistenza e in breve ha intossicato la mia visione della realtà: e per più preciso dire ha riattivato un pensiero che esisteva già latente, che forse è sempre esistito.  […]”

 

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Una risposta a Sospettare, sospettare sempre

  1. gianni ha detto:

    Az… ora mi spiego perché dormo abbastanza bene, non mangio biscotti di notte! 😀

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