Perdendo colpi

Ritorniamo dopo poche ore sul fatterello della frase erroneamente attribuita a Pasolini. Mwahaha, che ci aveva segnalato il fatto, ci scrive per redarguirci:

“Ma allora non avete capito niente. Il punto che vi sfugge ancora è che chi ha scritto l’articolo nel 2015 è lo stesso che scrisse questo nel 2014: https://robertocotroneo.me/2014/06/06/pasolini/ .”

Quindi, ricapitolando, se abbiamo ben capito nel giugno 2014 Cotroneo scrive un articolo in cui divide gli utenti della rete in pascoliani e pasoliniani. Il pasoliniano, secondo Cotroneo, <<sa anche quando non sa, accusa anche quando non ha le prove, vede anche se c’è buio pesto. Il pasoliniano sui social, twitta, posta, commenta e blogga anche sapendo di sbagliare. Il pasoliniano non dà valore all’errore se l’errore può portare sollievo, verità, e indignazione>>. Inoltre <<non è detto che il pasoliniano abbia letto tutto Pasolini>>, e al suo manicheismo culturale dobbiamo rassegnarci.

Nemmeno a farlo apposta, in un articolo dell’ottobre 2015 Cotroneo scambia il post di una ragazza, che contiene una breve ed evidente citazione di Pasolini, per un  testo di Pasolini, benché l’autrice avesse già scritto mesi prima che non era così. Il tutto con bella e generosa  indifferenza per l’errore, nel puro spirito pasoliniano così simpaticamente criticato dallo stesso Cotroneo.

C’è però una rettifica, e dice Mwahaha:

“la rettifica uscita chissà dove (un blog? carta da culo?) senza scuorno in faccia, riportata sotto, non ha cmq. impedito che lo pseudoepigrafo entrasse nel canone (ci sono anche pubblicazioni che fanno esplicito riferimento al “sacro poco” come marchio del poeta).

<<Rettifica (10/11/2015)

Poco tempo fa ho trovato sul web una citazione che credevo fosse di Pasolini . E che con il pensiero di Pasolini era assolutamente compatibile. L’ho riportata senza rendermi conto che solo l’ultima parte era del poeta friulano mentre la prima parte era di un’altra autrice che si chiama Rosaria Gasparro. L’equivoco è dato dall’uso complicato delle virgolette che può indurre in errore. Mi scuso con l’autrice, e al tempo stesso le faccio i miei complimenti per la bella frase, talmente bella che mi ha indotto in errore.

Roberto Cotroneo>>

[sottolineato mio]”

Bisogna concordare con Mwahaha che la rettifica è un mezzo capolavoro e che sarebbe difficile trovare un altro brano che dica altrettanto dell’autore, e con altrettanta chiarezza. Tra l’altro si vede bene che ha fatto tesoro della lezione pasoliniana sul saper perdere. Ma la cosa più buffa è che apparentemente la “rettifica” non si trova da nessuna parte, se non in una versione cachata di un blog che non c’entra nulla. Un rettifica invisibile, quindi, che poi è il miglior tipo.

Infine, Mwahaha contesta anche la nostra ipotesi sull’indizio che gli ha fatto notare la stranezza della presunta frase di Pasolini.

“PS: curiosamente è proprio il contenuto ad avermi fatto insospettire; il testo in sé non ha nulla di pasoliniano a parte una certa teatralità, amplificata da un ritmo tipico della bislacca cifra di un Saviano che in questi tempi grami, per proprietà commutativa eteroindotta, vien sovrapposta al fosco poeta di Casarsa.”

E anche su questo dobbiamo in buona parte concordare, sperando che l’uso complicato delle virgolette non tragga in inganno anche i nostri lettori.

P.S.: questo post, scritto nel cuore della notte, è stato poi modificato perché ci siamo accorti che non avevamo capito bene nemmeno la seconda volta. La rapidità cotro-pasolinesca e diremmo garibaldina nel giungere a conclusioni errate sembra quindi contagiosa e ci ha tratto in errore.

P.P.S.: qualche giorno fa Cotroneo spiegava al mondo perchè bisogna rileggere Pasolini.

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6 risposte a Perdendo colpi

  1. condivisibile ha detto:

    “Nel post di oggi vorrei lasciare la parola ad un grande scrittore perché lui prima di me ha espresso un concetto che condivido in pieno e che non potrei spiegare in modo migliore; queste parole risalgono ad un bel po’ di anni fa ma mai come oggi sono attuali e condivisibili”
    http://www.serensara.it/2015/09/il-valore-della-sconfitta/

  2. confer ha detto:

    1 Cfr. P. P. Pasolini, “Il valore degli sconfitti”
    http://osservatoriosupernova.com/wp-content/uploads/2015/04/Saggio-Mich..pdf (p. 2)

  3. libertarian ha detto:

    “E sulla traccia di questo principio voglio ricordare un pensiero di un grande intellettuale libertario italiano, Pier Paolo Pasolini. Lo ha scritto nel 1966, pubblicato sulla rivista Nuovi Argomenti che dirigeva insieme a Enzo Siciliano e Alberto Moravia”
    http://www.libero-pensiero.net/%E1%BC%A1-%E1%BC%90%CE%BD-%CE%B8%CE%B5%CF%81%CE%BC%CE%BF%CF%80%CF%8D%CE%BB%CE%B1%CE%B9%CF%82-%CE%BC%CE%AC%CF%87%CE%B7-finisce-qui-leuropa-tossica-inizia-la-settimana-di-passione-per-il-nostro-con/

  4. femministricida ha detto:

    Quel “sacro poco”. Della “voglia di perdere” come virtù.
    http://femminismoinstrada.altervista.org/il-sacro-poco/

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