Un modo più educato di perdere

Così il Nostro definitiva l’ironia. Meditando sull’apoftegma abbiamo fatto un giro sulla rete in cerca di altre perdenze e ne abbiamo trovata una di Pasolini, così ipocrita da ricevere la dovuta attenzione. L’abbiamo segnalata a un amico della prima ora, l’ottimo Mwahaha, con dei commenti che preferiamo non riportare, però lui da filologo quale è ha subito notato qualche stranezza.

Forse a insospettirlo è stato quel “gestire”, sgradevole vezzo tipico del nuovo millennio, oppure è stato qualcos’altro: fatto sta che Mwahaha si è messo a cercare, ha trovato molte citazioni del pezzo, anche sui giornali, e infine è risalito alla fonte, che non è Pasolini. Già un anno prima la vera autrice faceva notare che il venerato PPP scrisse solo le ultime tre righe, appositamente messe tra virgolette, mentre il resto l’ha premesso lei.

Senza incominciare discorsi sull’analfabetismo funzionale, constatiamo che il fenomeno è comune. Nel corso dei secoli, anche grazie all’ignoranza dei segni tipografici, le sparate dei noti tendono ad accrescersi come stalattiti: commenti, chiose, note, tutto viene risucchiato dalla massa del citato, sorta di buco nero letterario, e a volte non solo letterario.

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