Un modesto impegno

Anche nella Fondazione infuria la lotta tra mangiatori di carne e anime sensibili. Dopo lunghi ragionamenti il direttivo ha deciso di lasciare libertà di coscienza, però con un suggerimento: evitare, se possibile, i tagli di carne più richiesti e comprare tendenzialmente “quello che resta”.

Perché la quantità di animali macellati dipende anche dalla richiesta di parti pregiate. Visto che un porco ha un numero limitato di costolette, se tutti vogliono la costoletta bisognerà allevare e macellare più maiali. Se invece uno compra quelle parti che in genere si vendono poco, probabilmente non incrementa il numero di animali uccisi. Questa almeno è la nostra ipotesi, e quindi per Pasqua compreremo quello che resta dell’agnello.

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