Compagni che sbagliano

Negli anni ’70 qualche esponente della sinistra chiamava così i terroristi. Ma che sbagliano a uccidere o sbagliano chi uccidere? Se lo sono chiesti parecchi. Anche di recente si è parlato molto della funzione degli atti di distruzione dei beni artistici, ma il problema del bersaglio ideale dell’atto terroristico non è nuovo, e a riprova copiamo un brano per certi versi profetico e non vi diciamo l’autore. Provate a indovinarlo senza usare google.

“Gli atti terroristici devono essere sufficientemente impressionanti, efficaci, anche se non particolarmente sanguinari. Potrebbero essere diretti contro degli edifici, ad esempio. Qual è il feticcio del momento che tutta la borghesia riconosce come tale? Non è né il potere né la religione. Il feticcio sacrosanto della nostra epoca è la scienza. Non fa parte di quelle istituzioni che devono essere spazzate via prima dell’avvento del proletariato? Un attentato contro un presidente è abbastanza sensazionale, ma non più come una volta. E’ quasi convenzionale, specialmente da quando sono stati assassinati così tanti presidenti. Nel caso di un attacco contro una chiesa, invece, non mancherebbero gli idioti capaci di considerarlo una manifestazione religiosa. Un omicidio in un ristorante avrebbe lo stesso inconveniente di far pensare che si tratti di una passione non politica: l’esasperazione di un uomo affamato, un atto di violenza sociale. Tutto questo è scontato e i giornali hanno frasi di circostanza già pronte per spiegare simili manifestazioni.

Del resto, la sensibilità della classe che si vuole attaccare è presto addormentata. A loro la proprietà sembra una cosa indistruttibile. Non si può contare a lungo sulle loro emozioni, sia di pietà che di paura. Perché un attentato con le bombe oggi possa avere un qualche effetto sull’opinione pubblica deve andare oltre i propositi di vendetta e di terrorismo. Deve essere puramente distruttivo. Voi anarchici dovreste far capire chiaramente che siete determinati a liquidare l’intera creazione sociale. Ma come far entrare questa idea spaventosamente assurda nelle teste dei borghesi in modo che non ci sia possibilità di errore?

Dirigendo i vostri colpi su qualcosa al di fuori delle comuni passioni dell’umanità, questa è la risposta. Naturalmente, c’è l’arte. Una bomba in un museo farebbe un certo scalpore. Ma non sarebbe abbastanza forte. L’arte non è mai stata il feticcio dei borghesi. Ci sarebbe qualche schiamazzo, ma da parte di gente che non conta. Però c’è il sapere, la scienza. Qualsiasi imbecille che abbia un reddito crede nella scienza. Non sa perché, ma crede comunque che sia importante. E’ il feticcio sacrosanto. Non ce n’è uno fra quei maledetti professori che non sia radicale nel cuore. Fategli sapere che anche il loro padreterno se ne deve andare, per far posto al futuro del proletariato.

Per qualche ragione misteriosa i borghesi credono che la scienza sia all’origine della loro prosperità materiale. Lo credono sul serio. E la ferocia assurda di una dimostrazione come questa li scuoterà più profondamente che il radere al suolo un’intera strada piena dei loro simili. Perché in quest’ultimo caso possono sempre dire che è semplice odio di classe. Ma cosa si può dire di fronte a un atto distruttivo incomprensibile, addirittura folle? Solo la follia è veramente terrificante, perché non la si può placare. E poi io sono un uomo civile, non la spingerei mai a organizzare un semplice macello. L’assassinio poi è sempre con noi, è quasi un istituzione… no, la dimostrazione dev’essere contro il sapere, contro la scienza.

Ma non tutte le scienze vanno bene. Sarebbe davvero dirompente se si potesse gettare una bomba nella matematica pura! Però questo è impossibile. Serve qualcos’altro, qualcosa di cui tutto il mondo civilizzato abbia sentito parlare. Che ne dice di […]”

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4 risposte a Compagni che sbagliano

  1. lastlightx ha detto:

    vabbè come al solito tocca a me fare la figura dell’ignorante, diteci chi è e facciamola finita…

  2. eliaspallanzani ha detto:

    L’ignoranza è produttiva! Si tratta di Giuseppe Corrado, autore de “L’agente segreto”. Nel 1996 si disse che Unabomber si era ispirato a questo libro (http://t.co/4FBvZwEE7L), ma c’è da dire che Unabomber ce l’aveva più con la tecnica che con la scienza, e ce l’aveva coi baroni per suoi motivi particolari, oltre che ideologici. Ad oggi secondo noi la profezia di Conrad non si è ancora del tutto realizzata, ma è chiaro che aveva ragione sul feticcio dei nostri tempi, e sulle ragioni che un terrorista (o un agente provocatore) potrebbe avere per colpirla.

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