A volte iohò paura di voi piuchè

In questi giorni quel che ci impressiona non sono tanto le polemiche sugli algoritmi di google che scambiano gente di colore per scimmie, ma questa foto:

La persona ritratta è accusata di aver stuprato una quindicenne ma la cosa curiosa è la pixelatura: perchè pixelare le braccia? Forse c’era sopra qualcosa di osceno? O magari è un tratto di delicatezza verso i suoi congiunti, che potrebbero dispiacersi alla vista delle manette? In questo caso bisognerebbe pixelare anche i titoli dei giornali. O ancora può darsi che si tratti di una sorta di difesa anticipata del diritto all’oblio, perché tra qualche anno quell’uomo potrebbe anche risultare innocente e in questo caso ci sarebbero in giro delle foto che lo mostrano con le manette e non sarebbe possibile trovarle e cancellarle tutte, quindi vengono pubblicate così e saranno spixelate solo a sentenza definitiva. Viene però da chiedersi come potrebbero essere interpretate queste foto in caso di conclamata innocenza. L’assolto potrebbe dire, ad esempio, che si stava stringendo le mani da solo, complimentadosi della bella foto con i poliziotti, oppure che teneva in mano un bambino molto piccolo, e i minori vanno pixelati. Il tutto potrebbe apparire assurdo ma in fondo non tanto assurdo, non quanto le circostanze permettono. C’è qualcosa che si sta velocemente rovinando e secondo noi tra i tanti piccoli indizi della catastrofe c’è anche questa foto. A meno che non si tratti di un errore: magari il software usato per pixelare le foto ha scambiato i suoi pugni per la sua faccia.

P.S. ci dicono che è proprio una norma a vietare la pubblicazione di foto di gente in manette tranne casi particolari, ed è anche di 15 anni fa.

P.P.S. ovviamente vietare le foto di indagati in manette potrebbe anche essere un segno di civiltà, ma quel che è assurdo è il compromesso per cui si pubblica lo stesso la foto ma con le manette pixelate e quindi non solo riconoscibili, ma addirittura più evidenti che se fossero scoperte. Questo perchè mentre ciascuna regola può essere sensata, tutte insieme fanno la follia.

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6 risposte a A volte iohò paura di voi piuchè

  1. Urizen ha detto:

    e poi c’è il dibattito sul fatto che costui non essendo immigrato non riceve uguale copertura in quanto sirena di allarme sociale generalizzato di livello omega, con gente che cerca il ruspistista di turno per dirgli “hai visto?” “hai visto?” e ruspististi che fanno gli gnorri o se la prendono con le disinibizioni di questa gioventù d’oggi che ha dismesso il burqa.
    in tutto ciò direi che, sia per il dibattito di cui sopra, sia per il pixelaggio di cui più sopra ancora, il problema si chiama in un modo solo, per dirlo con le parole del sommo dottor professor Giovangianni Tripalione: “Cronaca, ovvero quella petulante musa deficiente nata nei bordelli dove Clio si prostituiva alla progenie di Nyarlathotep, infestatrice delle menti ottuse di ostrogoti ed infedeli giunti a devastare l’Elicona, bisbigliatrice di storielle infami e melmose su gente che non rappresenta niente per noi, per sè, per nessuno e niente, che verranno inghiottite dalle tenebre dell’oblio nell’istante stesso in cui la musa deficiente smetterà di blaterare insensatezze (…) ciò che è solo un minimo lascito deteriore della grande catastrofe che affogò Mnemosine nel Lete e spinse l’orfana e disperata Clio ad abissi sempre più ripugnanti di prostituzione, sopraffazione e miseria (…) quel demonio informe e putrescente, cancro del sangue di Crono, vergogna di Theuth: il giornalismo”

  2. eliaspallanzani ha detto:

    si ma attenzione, non facciamoci distrarre dal punto rilevante: perchè nascondere le manette? è vero che lo facevano anche prima, si vedevano queste persone uscire con le braccia riunite e sopra un maglione e poteva anche essere comprensibile, per quanto illogico, che si cercasse di nascondere quella vergogna, anche se nessuno pensava che sotto il maglione ci fosse qualcosa di diverso dalle manette: ma non lo facevano i giornali, però. I motivi devono essere leggermente diversi, qualcosa è cambiato ma cosa? Il gesto irrazionale del singolo sta diventando una regola di condotta. Però secondo noi bisogna stare attenti con la vergogna, che è una cosa importante: perchè la memoria nasce dalla vergogna e infatti un paese svergognato come il nostro non ricorda quasi nulla.

    • Urizen ha detto:

      va bene: io escluderei qualsiasi preoccupazione inerente il tizio incriminato, giacchè in quel caso si sarebbe dovuto pixelare la faccia, anche pixelate le manette, mi pare inequivoca l’immagine. dunque si potrebbe immaginare una sorta di pudore non tanto verso l’arrestato, quanto verso l’arrestatore? ovvero: il pixelaggio diventa un modo in più per nascondere le vergogne dello stato sempre più smart e friendly e cute di fronte ai sempiterni metodi di contenzione? un pò come spostare le carceri in periferia, tipo. ma lo stato in quanto cosa non prova vergogna, e dunque è più probabile che sia il giornalista pixelatore o il boss della redazione che costui muove ad aver provato vergogna in sua vece. ciò pare molto ragionevole, tutto sommato, e forse un giorno il redattore e lo stato si accorderanno per svolgere gli arresti durante le notti di luna nuova, lasciando il pixelatore disoccupato (ma costui si potrà riciclare nella fiorente industria del porno giapponese).

  3. dora ha detto:

    Ho subito notato la pixelatura delle manette, come l’abbondanza di tatuaggi sui bicipitoni. Hai ragione. Questa foto è una pietra miliare dell’inizio della fine.

  4. dmitri ha detto:

    Lo teneva ancora stretto in pugno, questo è il motivo dell’oscuramento della zona.

  5. eliaspallanzani ha detto:

    sì probabilmente è una forma di difesa, cioè di ipocrisia, dell’autorità, per puro scarico di coscienza. ma in questo modo si danneggia la significazione, si crea un linguaggio contraddittorio che col tempo procurerà dei danni (li ha già provocati)

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