Per lo specchio

Qualche anno fa in Giappone è stato ritrovato un dipinto che rappresenta la cosmogonia manichea, dove la navicella della luna si carica man mano della luce intrappolata nel mondo e la porta verso il sole (è per questo che la luna cresce e poi, scaricata la luce, decresce). Il sole a sua volta trasporta la luce fino ai “12 secchi”, che sono le case dello zodiaco, per cui in definitiva tutto l’orologione dell’universo non è altro che una macchina costruita dal vero Dio per aspirare la luce e riportarla nel pleroma, finché la separazione di luce e materia sarà completa e il mondo come lo conosciamo avrà fine.

Cosa ancora più interessante, a tergo del dipinto ci sono alcuni versi in cinese che strettamente manichei non sono ma sembrano portare luce (adesso ci vuole) su alcuni dei più complicati dubbi esegetici dello gnosticismo. Un nostro amico che preferisce restare anonimo li ha tradotti rispettando la loro peculiare organizzazione e li ha anche dottamente annotati, per cui siamo fieroni di presentare  in esclusiva mondiale questo testo misterioso e conturbante.

“Mi ho leticato![1] Mi diresse il gran rodere?[2]
No, i’ song’ Adonai! Pnuemo… commo si dice? Dio Pàte![3]
I residui[4]: «Per Eva, dall’Uno ora dite: LIBIDINE SACRA!»[5]
Pativano faceti di rapaci foie: «Annodala forte, ti è sora!»[6]
Felici, torve noci[7] spiano da dietro, con avida dieta, di sotto i ridossi.
Baal o Satan era autore? O Ieovas?[8] Si finge, si dice idiota[9]; capo d’un gioco, paga caro[10] e ama l’ibis[11], o gru.
I Medici delli malauguri[12]: «O ignara, fitusa, irta! Lodiam la cara vaiassa di Tiro, Ennoia!»
Paion neo-riti d’assai avara, calma idolatria.
«Su! Ti faran gioir ugual a mille!»[13]
Dici?
«Demiurgo, sìbila!»
Ma è ora?[14]
«Caga poco!»
Ignudo, pacato, i dieci disegni fissavo.[15]
«E io ero tua, arenata, sola!»[16]
Abisso di riottosi, d’atei da divano, cortei d’Adonai psiconevrotici le farò.[17]
«Sei tetro» fa la donna, «e io fica. Pari di te?»[18]
Cafona… Vita parca, seni di bile ti darò. O nulla d’avere?
«Più di serietà, poi decidi.»
Sommo (come un piano da Gnosi) onere d’ornar gli esseri di mota. (cit. Elohim)

Note del traduttore:

1) Dio è schizofrenico, si scinde in più persone.
2) Le contraddizioni possono recare dolore anche a una divinità.
3) La prima, viscerale manifestazione del dio pazzo è l’assertività delle persone volgari e ignoranti.
4) Le Qelippot, luridi cascami dello spirito divino.
5) Sono entità notoriamente impure, lascive.
6) Parlano di Sofia, sorella e amante di Dio, andrebbe soggiogata perché pericolosa fatuità.
7) Ancora le Qelippot (gusci, scorze).
8) Dio si domanda se il mondo non sia forse l’opera di un demonio, o di un altra divinità in competizione.
9) Cfr. “Beati i poveri di spirito”.
10) Con la morte in croce.
11) È nota l’ascendenza egizia del dio degli ebrei, qui identificato con Thot.
12) Simon Mago e i suoi accoliti riconoscono Sofia in una puttana di Tiro.
13) Qui parla Sofia e si rivela una femmina dal carattere leggiero.
14) Egli era riluttante e fu Sofia a insistere che creasse il mondo.
15) Le Sephirot.
16) Sofia è una femmina moderna, se molto amata si sente prigioniera.
17) Il demiurgo medita di fare gli uomini imperfetti, odiosi, insopportabili.
18) Sofia rivendica la sua divina superiorità.

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