La vendetta del Padre

Ci viene in mente una connessione tra teoria freudiana e gnosticismo. Abbiamo menzionato l’ipotesi di Freud (qui una delle tante disamine) per cui nel corso della storia umana i figli si sarebbero coalizzati contro il padre primordiale e l’avrebbero ucciso, per spartirsi i suoi beni e soprattutto le femmine. Rendendosi conto però che presto sarebbe ricominciata la lotta per il predominio assoluto, i figli avrebbero stabilito una sorta di legge. Inoltre, inorriditi dal loro crimine e presi dal senso di colpa, avrebbero divinizzato il padre gettando le fondamenta di tutte le religioni.

Passando allo gnosticismo, abbiamo ricordato che il vero Dio, chiamato non a caso Dio Primordiale, Pater Innatus etc., non è il creatore del mondo, che è opera di uno o più demiurghi. Spesso questi esseri vengono chiamati “i sette” o “i dodici” e fatti coincidere con i pianeti o i segni zodiacali. Tuttavia, come ha notato H. Jonas, il legame è per così dire esterno, nel senso che gli gnostici con tutta probabilità hanno preso la struttura di alcune religioni astrali (come quella babilonese) e l’hanno adattata ai loro scopi. Quello che gli premeva dire è che l’ordine del mondo, compreso quello celeste, è una trappola che imprigiona l’uomo.

Lo gnosticismo inoltre prevede quasi sempre la figura di un inviato del vero Dio, che è parte del Padre e viene fatto coincidere con Cristo o con altre figure. Questo Figlio è puro ed esiste da sempre, è sceso nel mondo per salvare le scintille di divinità imprigionate nei corpi umani e vive nascosto, per non essere riconosciuto dagli Eoni, i signori del basso mondo materiale. Come in “Divina invasione” di P.K. Dick, il logos letteralmente si infiltra nella realtà e può anche apparire qualcosa di spaventoso.

Comunque, fingiamo per un attimo che la teoria di Freud corrisponda davvero a un evento storico. Immaginiamo lo stato psicologico dei figli patricidi: non è facile supporre che invece di divinizzare semplicemente il padre l’abbiano sdoppiato in un padre buono, perfetto, che non genera (e quindi non opprime, non ruba le donne, non comanda) e uno cattivo, opposto al primo, stupratore e prevaricatore, e che si siano detti “noi abbiamo ucciso solo il padre cattivo”? Che però non è morto: infatti non è possibile nascondere completamente la colpa derivante dal parricidio. Il senso di colpa ha fatto del padre cattivo un dio maligno.

Ecco quindi la figura del demiurgo, il finto dio sedotto dalla materia. Il passo successivo è la creazione degli Eoni, o Arconti, o Potenze, che in fondo non sono altro se non gli stessi figli: sono loro che hanno tradito il padre e creato un mondo regolato, ma ora lo trovano opprimente. Le leggi della società e della vita gli sembrano un inganno ordito ai loro danni e rimpiangono la libertà infinita (che non hanno mai goduto, ma immaginano di averlo fatto). E del resto è abbastanza logico: mettiamoci di nuovo nei panni di un figlio: dopo aver ucciso il padre non abbiamo nemmeno la soddisfazione di prendere il suo posto, perché dobbiamo sottoporci alle regole della fratrìa. Ah, se fossimo stati noi il padre! Certamente non avremmo generato!

Anche in questo caso si verifica un camuffamento psicologico: gli gnostici non si rendono conto di essere i figli e quindi odiano gli Arconti e tutta la struttura dell’universo, compresi il tempo e lo spazio. Loro si identificano con delle particelle divine, che attendono l’emissario del Padre perché le riporti nella pienezza, nel pleroma. L’origine nel parricidio spiegherebbe l’odio fanatico degli gnostici per il sesso e la generazione, perché è dal sesso che nasce il dio maligno ed è per il possesso delle femmine che è stato sparso il sangue di dio. E spiegherebbe anche la loro ansia di arrivare alla distruzione del mondo, che è composta da due fattori apparentemente inconciliabili: perché da un lato lo gnostico aspira alla purezza, e dall’altro si esalta all’idea che una volta riunito al padre non sarà più niente: col che, immagina di diventare qualcosa più grande di tutto. Lo gnostico quindi si sente abietto e onnipotente, si vuole punire per l’assassinio del padre e allo stesso tempo vuole essere il padre, o meglio ciò che pensa debba essere il padre perfetto: un essere inimmaginabile, cumulo di negazioni: l’esatto contrario del mondo, che si ostina a essere soltanto qualcosa.

Per cui forse lo gnosticismo è stato l’ultimo tentativo del Padre (introiettato) di tornare al potere, il sogno umano di ricostruire la società ideale, che non è mai esistita: quella in cui esiste un solo uomo che esercita il suo infinito potere sulla realtà ignorandola. Ma il tentativo fallirà: prevarrà invece la religione di Cristo, ossia quella del figlio innocente. E questo figlio, in virtù della sua rinuncia ai beni terreni, diventerà la nuova e indiscutibile autorità: non più il padre primordiale ma il primo tra i fratelli, la cui morte guarisce il parricidio: l’uomo non deve più sentire questa terribile colpa perché l’uomo-dio si è sacrificato e ha lavato il sangue. E’ quindi possibile riconciliarsi con la figura del padre e, alla lunga, abbandonare anche la religione.

Tutto ciò avrebbe degli interessanti corollari. Uno, lo gnosticismo sarebbe molto più antico di quanto comunemente si pensa e il suo nucleo risalirebbe addirittura ai primordi dell’umanità. Potrebbe essere rimasto nascosto, dormiente, per millenni, propagandosi di mente in mente come una tara, finché le condizioni generali non hanno permesso la sua espressione. Oppure, al contrario, la teoria di Freud è sostanzialmente gnostica, anche se magari a sua insaputa. E’ basata su una visione pessimistica dell’esistenza che viene da quell’antica radice ma si ferma un attimo prima di scoprirla, forse per paura di risvegliare il Padre.

P.S. Dopo aver scritto questo articolo ci siamo accorti che Jung aveva detto qualcosa di simile.

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2 risposte a La vendetta del Padre

  1. Urizen ha detto:

    a questo punto vi inviterei a dare una scorsa all’interpretazione data da Elias Canetti al famoso caso di Daniel Paul Schreber, autore delle “Memorie di un malato di nervi” in cui descriveva la sua mirabile psicosi densa di temi teologici più o meno gnosticheggianti.
    Il discorso di Canetti è in Massa e Potere, riconoscendo nella “gioia del sopravvivente”, la scintilla originaria alla brama di potere (e dunque al suo tendenzialmente infausto e violento esercizio), lo faceva lui (con grande stile, se non costrutto), potremmo scorgere nella volontà gnostica di riconoscere solo alcuni umani (sè stessi) come coloro dotati della scintilla divina e degni di riunirsi al Padre una suprema ed infinita volontà di sopravvivenza sublimata in forme religiose piuttosto che espressa attraverso la dura selezione che conduce alla guida di una qualche orda combattente. La psicosi di Schreber in effetti prevedeva una lotta titanica con un’entità divina in grado di sostituire tutte le persone intorno a lui con simulacri e in qualche modo intentà ad insidiarne l’esistenza (sua e solo sua, in quanto egli rimaneva ultimo uomo non simulacro sulla Terra) con vari mezzi e sotterfugi. Una sorta di demiurgo personale.
    Potremmo per questa via ricollegare lo gnosticismo (ma in realtà millemila altre cose) agli atavici orgasmi derivanti dalla fuga riuscita dinnanzi alla proverbiale tigre dai denti a sciabola o chi per essa.

    • eliaspallanzani ha detto:

      La paranoia di Schreber, che è abbastanza tipica (nei limiti del caso), somiglia poco allo gnosticismo perchè il suo dio, tutto sommato, non è malvagio: l’unico vago punto di contatto ci sembra l’idea che questo dio teme di avvicinarsi ai vivi per non esserne contaminato. Il resto (l’idea che tutto intorno a te sia falso, che qualcuno cerchi di manipolarti con dei raggi, che i corpi siano vuoti etc) si trova anche, per dire, in Valis di Dick, che era un paranoico lucido e aveva visto anche lui un legame con lo gnosticismo (nel suo caso più forte perchè almeno in parte costruito artisticamente: ad es. per Dick i raggi che manipolano il cervello vengono da Valis, appunto, ossia da un inviato benigno del vero dio, che tenta di far breccia nel mondo materiale (ma poi si scoprirà altro)).

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