La favola del Figlio cambiato

Trovandoci in argomento, e benchè c’entri poco, riportiamo un frammento diaristico del Nostro sui principi del bene e del male.

“Nel Poema Celeste di Attar c’è scritto che secondo certi sufi il demonio, che loro chiamano Iblis, si dannò perchè a differenza degli altri angeli non volle chinare il capo davanti all’uomo: e ciò fece per amore di Dio, sostenne, perchè solo Lui meritava l’inchino: e Iblis è lieto della dannazione, perchè per condannarlo dio deve guardarlo: come l’innamorato che preferisce uno sguardo d’odio a nessuno sguardo.
Quindi per i sufi Iblis, che non è nemmeno propriamente un angelo ma una creatura di fuoco, non d’aria, è tra tutte le creature la più vicina a dio, quella che più lo ama, e alla fine sarà perdonato (l’aveva già pensato Origine, lo ripeterà Swedenborg).
Altri dicono invece che Iblis non chinò lo sguardo al momento della creazione, per cui vide la prestidigitazione di dio, mentre non doveva vederla: ma questo è più simile all’idea cristiana di satana dannato per superbia o ambizione.

Alla fin fine tutte le religioni ripetono maniacalmente la storia di un abbandono, quello del primo figlio in favore del secondo: il diavolo vede l’uomo preferito, Caino vede Abele preferito, Ismaele vede Isacco preferito, e così via.
Persino Gesù Cristo viene abbandonato, e ciò incrina un po’ la bellezza dello schema. Molti comunque non ci hanno creduto, come quei curiosi Gnostici, che sostenevano essere stato crocifisso un fantasma. Sostenevano anche il dio del vecchio testamento essere satana, ma forse la verità è l’opposto, forse Cristo era il demonio.
Sì, dev’essere così, ed è anche scritto nei Vangeli: Gesù andò nel deserto, incontrò satana, che lo tentò, lui cedette e lì si scambiarono i ruoli. Chi tornò dal deserto fu satana, che decise di sacrificarsi per gli uomini, per cancellare il suo peccato.
E così tutto torna.
Il cristo risorto era l’altro, il vero Cristo, mentre satana non ha fatto giochetti: la sua morte è stata reale, definitiva.
Ma allora che ne è stato del vero Cristo? Egli vaga ancora nel deserto, non può morire: cerca ma non può, il suo sacrificio non serve più! La divinità si è scissa definitivamente e perciò è impazzita: tutto il male viene da questa divisione.
E io ho avuto questa illuminazione adesso, qui, per puro caso.

Sempre nello stesso libro, dice Satana al creatore: benché tu non mi voglia bene, io non ho altro amico che te. Come posso dirtelo, o Illuminatore del mondo? Impara l’amore da me per un momento”.

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4 risposte a La favola del Figlio cambiato

  1. vincibile ha detto:

    E perciò il satanismo è una grande bestemmia.

  2. dora ha detto:

    Non ci capisco nulla nel sistema delle parentele, e poi non mi importa. Temo solo che il mio totale disinteresse mi faccia rischiare o la lapidazione o il rogo. Cosa sarà meglio?

  3. eliaspallanzani ha detto:

    In genere il vero rischio del disinteresse é che produce altro disinteresse.

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