La cattiva novella

Questo è il peggiore dei mondi possibili e il suo creatore è Satana in persona.

Ecco la sintesi del credo gnostico, come diffusa dai suoi nemici. Che sono anche i suoi salvatori, perché i testi originali stati quasi tutti distrutti e quel poco che ci resta è contenuto nei libelli polemici e nelle numerose confutazioni dei neoplatonici e dei cristiani. Lo gnosticismo, però, è probabilmente più antico di entrambi e sembra risalire al quinto secolo a.c.. La stessa parola “gnosi”, che vuol dire letteralmente “conoscenza”, è forse inappropriata, o comunque lo è diventata sempre di più perché per noi la conoscenza implica qualcosa di progressivo e di razionale, mentre per i credenti era un’illuminazione mistica. Grandi falsificatori di testi, spesso gli gnostici rifiutavano apertamente il ragionamento e la dialettica, che comunque sarebbero stati inutili per raggiungere la verità: che è, come la divinità, assolutamente diversa da tutto ciò che noi possiamo concepire.

La loro dottrina nasce da una domanda eterna: donde il male? Come si può sostenere che Dio, la massima perfezione, abbia creato il male? O che, non avendolo creato, non sia però in grado di eliminarlo? C’è del marcio e le cose non stanno come ci raccontano.

Nel passaggio dal Dio Primordiale al mondo c’è stata una degradazione: si potrebbe dire come avviene nella replicazione delle cellule, che alla lunga porta a un errore, che genera altri errori, che generano i mostri. Tra l’uomo e Dio c’è una catena lunghissima di esseri intermedi, sempre più lontani dalla luce e sempre meno puri, e più o meno a metà di questa catena c’è il finto dio, venerato dagli ebrei. Come dice Ball, gli gnostici constatavano una contraddizione nel mondo, una vena di follia nella sua anima, e siccome la ritenevano essenziale finivano per trasferirla già nella pienezza della divinità: c’erano quindi due principi, uno buono e uno funesto, che in certe sette assumevano il nome di Figlio e padre.

Plotino, nel suo “Contro gli gnostici”, riassume il credo di una setta attiva a Roma. Loro credono, dice, che l’essere sommo sia il Dio Primordiale, da cui emana lo spirito: ma nello spirito già appare la molteplicità, perché è suddiviso in tre ipostasi o intelligenze: la terza è il Logos, che crea il mondo ideale, il “pleroma” o pienezza. A un tratto però la sapienza divina, che si chiama Achamoth, precipita dalle regioni soprannaturali perché sedotta dalla materia: nel farlo sparge il seme spirituale nelle tenebre e con lei precipitano dalle sfere superiori i dominatori del mondo, gli angeli dei vari ordini. Sono costoro che, nel ricordo delle figure di luce ultraterrena del pleroma, creano il cosmo fisico. In pratica cercano di fare una copia a memoria ma combinano un pasticcio, che è il nostro mondo. Col passare degli eoni anche le potenze si accorgono dell’errore e di quanto sia manchevole la loro opera, per cui sorge in loro una disperata nostalgia della luce reale. Ed è a questo punto che appare GIESUCRISTO: egli è il Logos, l’unico capace di discernere la grandezza del padre, di riscattare la sapienza perduta (che curiosamente è sua madre) e di liberare gli spiriti intrappolati nella materia, riportandoli nel pleroma.

Si sarà cominciato a capire che gli gnostici credono di essere spiriti angelici, caduti per errore e intrappolati: che il dio degli ebrei è solo uno sporco bugiardo, un angelo più perverso degli altri che si atteggia a padre, e che quindi Cristo, il logos, non è il figlio del dio degli ebrei, ma del vero Pater Innatus, dell’inconcepibile dio primordiale. Lo gnostico, quindi, si crede una particella divina, infinitamente superiore agli uomini comuni, che sono fatti solo di materia. Gnostici, in questo senso, si nasce: la scintilla ce l’hai o non ce l’hai, e mano mano che ti avvicini alla verità il tuo lato divino risplende e ti rende in grado di operare prodigi, comandare alla natura, comandare persino gli angeli, finché non sarai nella divinità, e sarai LA divinità.

Però c’è la materia, la tenebra in cui è caduta l’anima, che non è opera di dio: esisteva già, informe e sorda, e nulla potrà mai redimerla. E’ lei il principio del male e si è costruita un proprio regno, quindi gli gnostici la odiano, disprezzano il mondo materiale e tutto ciò contiene, compresa la loro carne: la morte è una liberazione dalla prigionia. Il che, però, vale solo per gli gnostici, che hanno fatto crescere in sè il seme divino, la luce originaria. Perché per gli altri, gli ilici fatti di creta, la morte è l’inizio di un’altra caduta, in un mondo ancora più basso, dove li aspettano pene di ogni sorta, finché saranno gettati nel gioco oscuro delle potenze.

BANGT.

Bisogna dire che come concezione ha una sua grandiosità. Però è anche piena di contraddizioni, come non tardò a rilevare Plotino. Lui non riusciva a capire come Sofia, la sapienza divina, potesse farsi corrompere dalla materia e restare comunque sapienza, tanto che il Logos l’andava a cercare. Né riusciva a trattenere il sorriso di fronte alla teoria che i plasmatori della materia avessero agito per vanità, in quanto “volevano essere glorificati”. Era d’accordo con gli gnostici nel ritenere che il vero Dio è ineffabile, inconcepibile, persino innominabile, però sosteneva che il mondo da lui disceso non si è corrotto, perché nulla che viene dal dio può corrompersi. Secondo Plotino l’unico difetto del mondo è il disordine, cui però lo spirito può porre rimedio. Il mondo, per lui, non è una cosa putrida, fatta di materia morta, ma un unico corpo organico in cui spira un’anima, e conserva in tutta la sua molteplicità un’impronta allettante della vita eterna e dell’infinita sapienza.

Da tutto questo luminoso discorso discendono però altre contraddizioni. Se le cose stanno così (e Plotino è abbastanza onesto da dirlo), allora tutto è bene, e tutto serve al bene. Nemmeno le malattie e le guerre sono un male, perché l’armonia del mondo richiede la contrapposizione.

Il problema appariva insolubile. Nel combattere gli gnostici i cristiani affineranno le loro idee sulla giustizia divina e sulla natura del male, e nel farlo assorbiranno non poche delle idee dei neoplatonici, ma le declineranno in un modo peculiare e soprattutto inseriranno ciò che i pagani non potevano usare, e cioè una delle idee più potenti e fortunate della storia: Gesù Cristo.

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7 risposte a La cattiva novella

  1. vincibile ha detto:

    Si giunge allo gnosticismo varcando le porte della disperazione, vizio romantico e donnicciuolo. La più virile rassegnazione si affida a Spinoza, tutto è necessità e non v’è chiacchiera di fantasysta che regga.

  2. dora ha detto:

    Un bell’andante con brio semiserio ; superati brillantemente gli inutili insulti e motteggi contro gli gnostici che credono di svolazzare con la sola fede.
    Grazie, mi sono con piacere soffermata!

  3. eliaspallanzani ha detto:

    Il post é una scopiazzatura del libro di Ball, lo stile é il suo ed è peculiare, più vicino a quello di un artista che di uno studioso (e infatti quello era l’autore)

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