Il diagramma di Disch

Nel 1972 lo scrittore di fantascienza Thomas Disch pubblica “334”, una storia ambientata in un condominio del prossimo futuro e costruita secondo un preciso diagramma. Disch disegna un parallelepipedo e sui tre assi dispone 3 personaggi, 3 anni e 4 stili, per cui ci sono 36 nodi (3x3x4, appunto), connessi in modo da ottenere 43 frammenti (alcuni nodi vengono visitati più volte). Dato il vincolo formale, ad ogni passaggio cambia solo uno dei tre elementi che identificano il nodo. Ma si fa prima a mostrarlo:

Qui lo trovate più grande.
Come si vede, la storia comincia nel 2021 con una fantasia della signora Hanson, nel secondo capitolo la protagonista diventa Lottie (fermo il resto), nel terzo diventa Shrimp, nel quarto è sempre Shrimp ma da un altro punto vista, nel quinto si passa all’anno 2024 e così via.  La peculiarità è che questa struttura “oulipesca” appare in una narrativa “popolare” come la fantascienza e precede di 6 anni il più famoso esempio di narrativa combinatoria in condominio (La vita, istruzioni per l’uso di Perec). Bisogna dire però che il risultato è anche abbastanza illeggibile.

Più gobili gli altri racconti riuniti in “334”, anche se meno innovativi sotto il profilo formale. Il futuro di Disch è complesso e distopico, c’è un ferreo controllo della natalità (l’acqua del rubinetto contiene una sostanza contraccettiva, la riproduzione è permessa solo a chi ha certi requisiti), ci sono droghe ricreative per tenere buona la popolazione (l’uso di queste droghe per lo studio della storia è una delle idee più belle del romanzo e fa pensare ad un’influenza diretta su Valis, di Philip Dick: d’altronde i due erano amici), ci sono infermieri che vendono a maniaci sessuali i cadaveri destinati alla cremazione, e poi si trovano nei guai per errori burocratici. Il nichilismo di Disch non impedisce ad alcuni personaggi di essere profondamente umani e c’è anche qualche frase prettamente spallanzanesca come ad es.: “Creativeness is the ability to see relationships where none exist“.

Benchè a nostro avviso Disch abbia dato il meglio di sè nei racconti invece che nei romanzi, “334” resta  un esperimento interessante, al di là di una certa pretenziosità e oscurità (che comunque ha caratterizzato quasi tutta la “new wave” fantascientifica degli anni ’70). Infine, è curioso notare che una delle copertine del libro di Disch è uguale a quella di Degenerazione di Kathe Koja, notevolissimo romanzo dell’orrore.

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4 risposte a Il diagramma di Disch

  1. lastlightx ha detto:

    Il che può significare semplicemente che Bompiani lavorava al risparmio riciclando vecchie copertine…

  2. Ma il diagramma e’ reso noto al lettore da Disch, o e’ una curiosita’ dai suoi appunti?

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