Casuali connessioni

Abbiamo comprato tre libri a caso sulla bancarella e sono risultati stranamente connessi.

L’imperatore inesistente raccoglie tre opuscoli tesi a dimostrare che Bonaparte è una creatura immaginaria. Il primo spiega chiaramente che Napoleone è solo un’allegoria del sole e mostra che certe forme di interpretazione sono fin troppo “potenti”: lo sfrenato utilizzo di paretimologie sembra farne un precursore di Brisset. Il secondo testo è la parodia del saggio scettico di Hume Sui miracoli e mostra che portando alle estreme conseguenze il metodo del filosofo diventa incerta anche l’esistenza del Poleone (che, all’epoca in cui apparve l’opuscolo, era ancora vivo: o così dicevano)*. Il terzo opuscolo è ancora più “meta” perchè l’autore finge di aver trovato l’originale di un documento citato nel secondo, una sorta di storia delle guerre napoleoniche scritta in linguaggio biblico. Invertendo e manipolando i nomi delle nazioni reali e scovando improbabili derivazioni dal caldaico e dall’ebraico, l’autore crea una sorta di APORUE sita agli antipodi e, con notevole perizia, svela il nucleo “storico” di questo testo partigiano. Il saggetto è una caricatura della Vita di Gesù del filosofo tedesco David F. Strauss, che aveva sostenuto l’inattendibilità storica dei Vangeli (del resto, anche di Socrate si dirà che è un mito: tesi tutt’ora diffusa tra gli intellettuali).

Anche nel secondo libro, La locanda del Drago Volante di Lefanu, si pone un problema di mito e scetticismo (non possiamo dire di più per non rovinare la sorpresa ai lettori). Inoltre il protagonista è un ricco inglese che dopo la caduta di Napoleone va a Parigi con l’intenzione di sbancare le case da gioco usando il metodo del raddoppio: se si gioca al rosso e il nero, ad esempio, basta raddoppiare sempre la puntata per essere sicuri che prima o poi uscirà il tuo colore e la vincita coprirà tutte le perdite precedenti, più un tot. Naturalmente anche i biscazzieri lo sanno e, allora come oggi, vietano il raddoppio infinito; per tacere del fatto che servirebbe un capitale enorme per vincere solo la puntata iniziale.

Il metodo, detto anche martingala, è il nucleo del terzo libro, La martingala rovesciata, in cui un detective dilettante propone di beccare l’assassino seriale mediante un processo di eliminazione dei sospetti che coinvolge (in teoria) l’intera popolazione di single di Parigi. Il metodo, che mostra l’origine enigmistica del giallo, presuppone che l’assassino sia un uomo solitario che agisce ogni notte, per cui per trovarlo basta mobilitare ogni notte tutti gli adulti senza famiglia il cui cognome inizia con alcune lettere dell’alfabeto, in ordine di frequenza. Ad es., la prima notte saranno mobilitati tutti quelli il cui cognome inizia per A, B, C e D, etc. In questo modo, se una notte non c’è nessun delitto vorrà dire che l’assassino è tra i mobilitati, e quindi sarà possibile richiamarne una parte (ad es. quelli che iniziano per A e B) e continuare così, dimezzando via via il numero dei sospetti. Questa non è l’unica peculiarità di un romanzo curioso, che mette seriamente in dubbio l’esistenza reale di ogni individuo sotto la maschera del teatro.

* Nel “Duello” Conrad scrive “Il trionfale ritorno dall’Elba, fatto storico e incredibile come le gesta di un semidio mitologico”.

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