DFW ha plagiato Spallanzani?

Nel “Re pallido“, pag. 136, un personaggio racconta di aver avuto l’idea per un testo teatrale: c’è un tizio dell’agenzia delle entrate che controlla delle dichiarazioni e non succede nient’altro per cui il pubblico pian piano se ne va bisbigliando che è uno spettacolo noioso e orripilante. Poi, quando tutto il pubblico è andato via, lo spettacolo può entrare nel vivo.
Non c’è chi non veda la singolare somiglianza con l’opera sperimentale del Nostro intitolata “Cappio! O della musa timida“.

Riportiamo la sinossi: “gli attori ripetono la stessa scena all’infinito. Quando il pubblico se ne accorge e rumoreggia, quelli reagiscono e cercano di trovare l’origine del cappio. Si tratta della stessa rappresentazione teatrale. Se il pubblico esce il tempo ricomincia a fluire. Quando rientra, il cappio si riproduce. In pratica l’unica storia che al pubblico interessa è quella che non può vedere”.

Ma come è possibile che la critica non abbia notato il nesso? La verità, che abbiamo sempre sospettato, è che forse i libri di Wallace non li legge nessuno. D’altronde basta guardare i gridolini in quarta, di Paolo Giordano e Sandro Veronesi… due autori che, con tutto il rispetto, non leggeremmo nemmeno con una pertica di tre metri.

Annunci

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in plagi, spallanzate e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...