Army of Me

Aka discorso preliminare sull’abolizione di tutte le guerre.

Le guerre sono rumorose e spiacevoli ma la gente pensa che non si possono eliminare e argomenta che non si può estirpare la violenza: vasto e comune errore, in quanto eliminare la guerra NON vuol dire eliminare la violenza: tutt’altro.
In base alle nuove leggi, quando uno stato dichiara guerra a un altro ogni cittadino è tenuto a scegliersi un nemico su facebook: da quel momento in poi il suo scopo è andare ad ammazzarlo, ma gli è vietato coinvolgere persone diverse dal bersaglio indicato. In questo modo ogni cittadino ha un bersaglio, e solo uno. 
Gli stati, dal canto loro, concordano di lasciare aperte le frontiere in modo che i cittadini dello stato rivale possano circolare liberamente alla ricerca della loro vittima. Chiaramente ciascuna vittima non sa chi sarà il suo assassino, anche se è permesso (e anzi considerato meritorio) avvisare la vittima. 
Non ci sono limitazioni particolari nella scelta della vittima: può trattarsi anche di una donna o di un bambino. L’unico limite, si ripete, è che non si possono coinvolgere altre persone, quindi di norma non si possono usare armi imprecise come bombe a mano, cannoni, cacciatorpediniere etc. Se disgraziatamente un cittadino dovesse ammazzare la vittima sbagliata, o qualche passante, perderà la sua qualifica di combattente e sarà degradato a semplice criminale: da questo momento chiunque (compresi i suoi connazionali) può ucciderlo senza penalità.
Se invece il cittadino riesce ad eliminare la sua vittima, può sceglierne un’altra. Il gioco continua finché gli stati non dichiarano la cessazione delle ostilità.
Queste semplici regole permettono di abolire la guerra come impresa organizzata per uccidere le persone o comunque per prevalere con la forza. In questo modo la guerra viene frantumata in migliaia (e anche milioni) di scontri singoli, uno contro uno, molto più sportivi e signorili, e anche meno rumorosi.
I vantaggi sono cospicui. Per molti versi, sapere che c’è qualcuno che sta venendo ad ammazzarti (ad ammazzare proprio te) è più spaventoso e stimolante che temere la morte per bombardamento. A una fine ridicola e insensata viene sostituito uno scontro leale e virile: al caos e alla distruzione, una significativa violenza.

Come qualcuno ha notato, potrebbero esserci delle problematiche logistiche nel caso di guerra coi marziani. Tuttavia, i vantaggi del nuovo sistema restano enormi. Anche sul piano economico: niente più costosi sistemi di armamento, missili, commesse militari affidate a corruttori etc. Inoltre le spese dell’eliminazione del nemico cadono direttamente sul cittadino, che deve procurarsi l’arma (coltelli, pistole, anche pietre) e pagarsi il tragitto fino a casa della vittima. 
Insomma, bisogna fare della guerra una cosa strettamente personale. La gente deve smetterla di affidarsi allo stato per la guerra, ognuno deve fare la sua guerra, e ne trarrà insegnamento (al riguardo, è stato proposto lo slogan “Basta con lo statalismo, privatizziamo la guerra”).
In questo modo sparirebbero anche quelli (e tra gli italiani sono molti) che amano dire “armiamoci e partite”. <
Perché se c'è una cosa spregevole, è creare una categoria di persone che pratica e organizza professionalmente l'omicidio. La violenza è una caratteristica insopprimibile dell'uomo, forse è persino un dono, ma la guerra comunemente intesa è solo una gigantesca e burocratica viltà: una perversione della sacra violenza. Noi diciamo no a tutto questo. 

* Questa proposta fu avanzata per la prima volta da Spallanzani (senza riferimenti a facebook, ovviamente) nel 1956 e si colloca nel filone letterario  dell'amaroverismo***.

** Si ringrazia "Non sono Bob" per i suggerimenti.

*** Corrente letteraria della seconda metà del ventesimo secolo che, come il verismo, nasce sotto l'influenza del clima positivista e dell'assoluta fede nella scienza, finendo necessariamente per giungere a conclusioni quali "ognuno pensa ai cazzi suoi" e "col culo degli altri son tutti froci".
L'amaroverismo è imparentato con il realismo amaro (versione lucida e attonita del volgare realismo magico di stampo mediterraneo-sudamericano, come a dire tra samba e tarantella) e col minimalismo afasico (basato sul dogma "meno scriviamo, meno cazzate diciamo").

Annunci

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in atrocità, oziosità. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Army of Me

  1. marco ha detto:

    La decima vittima e petri

  2. eliaspallanzani ha detto:

    Infatti, anche. Il racconto (1953) precede di qualche anno la modesta proposta di Spallanzani, che però di certo non lo conosceva. La difficoltà principale è come non farlo diventare una forma di intrattenimento.

  3. Pingback: La purga | Fondazione Elia Spallanzani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...