Possibile che qualcuno ci cada

Il compare Leonetto ci segnala l’affascinante storia di Cicada 3301, una sorta di caccia al tesoro in rete che va avanti già da un paio d’anni tra enigmi e depistaggi. Difficile dire se si tratti di pubblicità o di un ARG: la lunga durata fa pensare al secondo, la misteriosa e prossima data del 14-1-2014 spinge invece verso la prima. Si tratta comunque di una cosa in buona parte già vista (es. il citato ARG di Matrix e, nel nostro piccolo, quello di Spallanzani; le varie pubblicità virali, tra cui quella italiana dei Nadar Solo etc), ma potrebbe anche essere tutto reale: magari c’è davvero un’organizzazione governativa che sparge enigmi in rete per trovare dei solutori particolarmente abili da adibire… a cosa?

La faccenda comunque ci fa tornare in mente un raccontino di Spallanzani, “La mente e la mole”, in “Altri Crocevia”, dove una misteriosa organizzazione manda delle lettere criptiche ai giornali di mezzo mondo. Tutti gli scienziati e i geni si mettono a studiare le lettere e scoprono indizi, che portano ad altri indizi, che portano ad altri indovinelli e così via, in un’entusiasmante caccia al tesoro che dura per anni. La maestria di Spallanzani consiste nel lasciare sullo sfondo il fatto che nel frattempo il mondo impoverisce, la libertà si riduce, la volgarità e l’ignoranza prendono piede, così da insinuare l’idea che sia tutto un trucco non per selezionare le menti migliori, ma per tenerle fuori dalla realtà.

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7 risposte a Possibile che qualcuno ci cada

  1. Leonetto ha detto:

    Qui si possono trovare altri dettagli della misteriosa operazione, la spiegazione degli enigmi, i tentativi di depistaggio. L’ipotesi che si tratti del frutto di cervelli oziosi sparsi pel mondo è molto plausibile. E tuttavia che differenza passa fra un gruppuscolo di ingegneri crittografi che riescono a coinvolgere centinaia o forse migliaia di persone in una farsa giocosa e un’organizzazione come quella preconizzata dall’Elia? Tra l’altro, come deve accadere in ogni plot del genere, i geniali solutori sono tutti spariti dall’internet. Forse arruolati al soldo della misteriosa e potente combriccola; forse, scoperta la menzogna finale e vincendo ogni sentimento di umaniffima carità, hanno tutti deciso – ciascuno per proprio conto – di non rivelare la truffa e tenere in vita l’illufione: impossibilitati a vendicarsi sugli autori della beffa, irrintracciabili, resta loro la possibilità di godere che altri ardimentosi consumino il tempo e la vita nel tentativo di risolvere gli enigmi, sognando di trovare il tesoro o la salvezza.

  2. eliaspallanzani ha detto:

    Ma se ci pensi che cosa sono tutti i grandi misteri d’Italia se non mezzi per tenere gli oziosi in esercizio con complicate ipotesi e dietrologie? Certo a LORO fa più comodo questo che avere un’opinione pubblica attiva. Probabilmente dietro gli attentati e i misteri non c’è nulla, se non un diabolico piano diretto a creare l’apparenza di un ordine e di un senso. Perciò i processi non finiscono mai, e le rivelazioni non finiscono mai, e ogni nuovo piccolo segreto che si scopre serve solo ad allontanare dalla verità, che è: non c’è nessun piano, nessuna strategia, è solo una forma di intrattenimento ma presuppone che ci crediate, e voi infatti ci state credendo da anni. E da questo si scivola facilmente nel mistico.

    • Leonetto ha detto:

      Per uscire dalla dimensione della cospirazione l’intrattenimento di cui dite non può essere un mezzo per tenere in esercizio gli oziosi, ma un modo degli oziosi per tenersi in esercizio (o per soddisfare un piacere inconscio). Non l’intrattenimento per i creduloni ma il loro passatempo preferito e desiderato e questo succede perché “sono fatti così”, succede perché succede. Se non fosse qualcosa di emergente e caotico e senza un fine planetario, anche l’intrattenimento potrebbe ancora essere il piano di qualcuno che mira a distogliere e occupare il tempo e le energie.

      Lo sciocco e il cattolico moderno credono che lo scopare è bello perché il fine è la prosecuzione della specie e il piacere carnale serve solo per irretire le masse a perseguire un scopo più grande. In vero non c’è alcuno scopo, la riproduzione è un meccanismo lapalissianamente diffusivo, l’errore è dare per scontato che se qualcosa si diffonde di più è perché c’è una ragione teleologica che mira al bene e al giusto. L’orgasmo non è necessario alla riproduzione, l’origine della sua comparsa nelle specie è casuale e il suo carattere “vantaggioso” (non solo per la riproduzione) lo si deve, ancora una volta, al fatto banale che ciò è più diffusivo si diffonde, non per altro. Succede perché succede.

      Il cervello animale a un certo punto è impazzito, ma di una pazzia che il più delle volte era innocua e qualche volta vantaggiosa (ma sempre nel senso banale di sopra, vantaggiosa perché diffusiva), quando era dannosa semplicemente si moriva ed è come dire che questa pazzia dannosa non è mai stata. La pazzia altro non è che la cosiddetta intelligenza umana, primo passo di una più vasta sindrome. Finchè si sta nella savana, la pazzia gira per lo più a vuoto, è vantaggiosa per ventura. Il suo mulinare a caso non è del tutto improduttivo: come il fiume ammassa i ciottoli in una sua ansa, così la pazzia accumula ciò che produce a vanvera e finisce per lavorare su se stessa oltre che sulle percezioni del mondo. Diventa essa stessa mondo interno che si dà regole. Se i ciottoli del fiume possono starsene inerti al loro posto, la pazzia non si dà tregua (perché dovrebbe? Nemmeno il battito cardiaco lo fa, e son fatti della stessa pasta) e poiché il mondo esterno non le basta più, ecco che il suo mondo interno si fa straordinariamente ricco di cose. Il resto è storia.

      Insomma, intelligenza, immaginazione e riproduzione sono meccanismi molto simili, non richiedono scopi e spiegazioni ulteriori. Purtroppo questa verità accontenta pochi sapienti, ingiuriabili a piacere per la miopia o la superficialità o la volgarità. Donde l’intrattenersi dei più a congetturare scopi prestabiliti da menti divine ma fin troppo antropomorfe nel loro pianificare, evidente indizio del loro essere delle mere proiezioni.

      E dunque ci si intrattiene per il medesimo motivo per cui batte il cuore e per questo non serve parlare di mezzi e fini.

  3. eliaspallanzani ha detto:

    sappi che egli non ne è amusato.

  4. Pingback: Ripetizioni | Fondazione Elia Spallanzani

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