Quello che desideri

In “Raccontalo alla cenere” Spallanzani annota l’idea per un racconto sul patto col diavolo: un tizio incontra il demonio che gli chiede “per che cosa daresti l’anima?” e il tizio risponde “per essere uno scrittore di successo”; il demonio lo accontenta.
Da questo momento il nostro, che fa il sociologo, si accorge che le riviste pubblicano i suoi articoli, l’università gliene richiede, poi fa una raccolta, poi un libro, vende pure quello, scrive articoli per giornali, per programmi televisivi, una volta che la macchina si è avviata pare non si possa fermare mai.
E così il tizio diventa professore, tiene la rivista del cuore su un noto settimanale e scrive, scrive come un accanito, uno, due libri l’anno, poi si compra una casa in campagna, si sposa con una studentessa, fa un viaggio alle barbados e una bella mattina si accorge che non può stare senza scrivere, non riesce a rilassarsi, deve per forza scrivere, per lui ormai è un’ossessione e non riesce a pensare ad altro.
Tuttavia non sa più che cosa scrivere, gli sembra di aver già detto tutto e così comincia a ripetersi, e poi comincia a copiare, e nemmeno perchè gli servono soldi, è proprio che non può più farne a meno quindi copia a destra e a sinistra, sempre più disordinatamente, sempre più a caso, mischia pensieri di altri, assembla lunghissimi periodi contraddittori e la gente continua a comprare i suoi libri, l’università a chiedergli articoli, allora lui rilegge quel che scriveva una volta, lo paragona a quel che fa adesso e si deprime, sprofonda nell’alcolismo, medita il suicidio e si da a orge intellettuali, legge Sade e Topolino, scrive frasi sempre più insensate ma non succede proprio nulla, il successo non si arresta anzi gli arrivano altre richieste, altri inviti, premi letterari… finchè un giorno un ragazzo gli scrive una lettera: “professor X, ho letto tutti i suoi libri e lei è sempre stato il mio idolo, ho scelto sociologia perchè il mio sogno è diventare come lei, ma ora ho un dubbio: che cosa significa esattamente la pag. x del suo libro y?”.
Il ragazzo ha cominciato a capire! Allora il protagonista invece di mentire lo incoraggia, gli da degli indizi per capire che i testi ormai sono privi di senso, al che il ragazzo mette tutti i libri in un calcolatore, li frulla e scopre che sono composti al 95% da plagi. Una cosa mai vista, per cui il ragazzo ci scrive un saggio, che diventa un libro, che ha un immediato successo e di colpo si svegliano tutti, tutti capiscono il gioco e tutti a dire vergogna, sporco vecchio imbroglione, i colleghi gli tolgono il saluto, il lavoro piano piano si prosciuga finchè il nostro eroe, povero e del tutto screditato, si ritira in una baita in Germania, “come per toccare il fondo”.
E in una grigia mattina riceve una visita: è il ragazzo, il critico, ormai diventato famoso, che ha fatto tutta questa strada per scusarsi con lui, per il modo in cui ha trattato il suo idolo di gioventù. Così il ragazzo entra, il vecchio gli fa il caffè e parlano, e il nostro gli racconta che tanti anni fa incontrò un tizio, che gli propose un patto: “per che cosa saresti disposto a dare l’anima?”. A questo punto il critico impallidisce, perchè ovviamente anche lui ha incontrato un tizio, in sogno, che sembrava scherzare e promettere chissà che… “per cosa saresti disposto a dare l’anima? per avere il suo successo”.
Adesso è il turno del vecchio di ridere: non si può imbrogliare il diavolo, il signore delle tenebre è onnipotente e l’unica cosa che può rompere il suo patto è un altro patto. Poi caccia via il critico e si mette a scrivere una storia, questa volta per gli stipendi di nessuno.

Annunci

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in frammenti, plagi, rovesci, spallanzate e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Quello che desideri

  1. Francesca ha detto:

    Bella storia davvero.

    Però non è mica un racconto di fantasia, no? 😉

  2. Leonetto ha detto:

    Ho un dejà-lu.

  3. eliaspallanzani ha detto:

    No amiciui, i vostri maliziosi commenti non ci indurranno a vedere in questa storia una prefigurazione di Alberoni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...