Ancora sul complottismo (può contenere banalità)

Di recente è stato tradotto un articolo di Richard Hofstadter del 1964 intitolato “lo stile paranoico nella politica americana”. Secondo l’autore il tipico complottista sarebbe uno “spossessato”, cioè una persona che si sente vittima dei tempi e per giustificare la sua frustrazione deve ricorrere all’idea di una grande macchinazione ai suoi danni. Così riassunta la definizione è molto semplice e chiara e sembra anche calzante, fin troppo: viene il triste dubbio di essere tutti dei complottisti, tranne i pochi fortunati che vivono in simpatia con l’epoca.
E poi ci è tornata in mente un’altra definizione, molto simile ma più umana, che sta nel racconto “Decodificazione” di Primo Levi: “[il quindicenne Piero] è piuttosto un lamentoso, uno di quelli che tendono a vedere il mondo come una vasta rete di cospirazioni al loro danno, e se stessi al centro del mondo, esposti a tutti i soprusi. Da questa tendenza, che è debilitante, è difficile guarire, perché i soprusi esistono.”

Infine, ci è sempre sembrato evidente il legame tra complottismo e gnosticismo, quell’eresia dualista che considera il mondo come la creazione di un dio malvagio o idiota. Gli gnostici sono dei supercomplottisti, perchè per loro tutta la realtà è solo l’inganno orchestrato da un essere quasi onnipotente. Come i complottisti, anche gli gnostici spesso sono convinti di essere gli unici ad aver capito il trucco, per via di una scintilla effettivamente divina che a loro è data e agli altri no. Si tratta perciò di una religione che conduce all’assoluta esaltazione o all’assoluta disperazione, senza vie di mezzo. Niente di più lontano dalla promessa di salvezza universale del cristianesimo, che infatti ha sempre combattutto accanitamente lo gnosticismo, fin quasi a cancellarlo. Dalla storia, ma non dalle menti degli uomini: perchè quell’antichissima fede, che sembra così sterile, rinasce invece continuamente, sotto le forme più strane e forse anche sotto le spoglie del complottismo. Cerca di rispondere alle stesse domande (da dove il male?) e in buona parte soddisfa le stesse necessità psicologiche, e forse non è nemmeno vile come alcuni vorrebbero far pensare, perchè i soprusi esistono.

Advertisements

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in illuminati, paranoia. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Ancora sul complottismo (può contenere banalità)

  1. dottord ha detto:

    Quindi i complottisti sono la-gnosi.

  2. Leonetto ha detto:

    Pari agli gnostici, i complottisti hanno fede nella possibilità della salvazione attraverso la conoscenza delle trame più recondite del mondo, e come gli gnostici prediligono l’illuminazione così i cospirazionisti fondano le loro ideazioni sull’intuito infallibile che vantano di avere, in barba alle evidenze contrarie: queste si possono sempre rigettare con un sottocomplotto apposito, non evidenze ma altri inganni, e se sono inganni provano che il complotto è vero, e via di tautologie.
    Però la gnosi ha i tratti del circolo esclusivo, il segreto non va sciorinato; i complottisti, al contrario, sono fondamentalmente ecumenici, propagandano apertamente, bramano quanti più accoliti sia possibile, per esaltarsi un po’ e per avere la prova che, se sono in tanti a pensare lo stesso, la loro non è solo paranoia individuale.
    Il complottismo è figlio degli ultimi secoli, le macchinazioni che partorisce sono intrise dei paradigmi della modernità: al numinoso si sostituiscono i mostruosi prodigi della tecnica, al capriccio degli dei olimpici gli interessi banali e materiali di un gruppo di uomini potentissimi. Uno gnostico potrebbe vederci una versione infantile e materialistica della Verità, imprecisa ma sostanzialmente corretta, ma un complottista non va oltre, il complottista è ateo, per lui non c’è alcuna Provvidenza oltreumana, fosse pure una Provvidenza Malvagia; la divinità, per il complottista, è una menzogna metafisica finalizzata a mascherare un pericolo che è molto più terribile, perché molto più terreno. Dio non esiste, chi c’è al suo posto?

  3. eliaspallanzani ha detto:

    Comunque le differenze che noti sono reali, il nostro paragone è del tutto sballato e il complottismo sembra una malattia senile della democrazia più che un contraddittorio gnosticismo ateo. Si potrebbe dire molto genericamente che sono entrambi figli della paranoia e che il complottista, volendo arrivare alle estreme conseguenze, dovrebbe diventare gnostico.

    • Leonetto ha detto:

      Colendissimi,
      le radici profonde, soprattutto psicologiche, ci paiono identiche in entrambi, il paragone non è sballato ed è gravido di interessanti speculazioni. La goffaggine e la rozzezza con cui, inemendabilmente, siamo soliti proporre uno spunto dialettico, fanno sì che i nostri buoni propositi finiscano per apparire aggressivi, cosa che non sta nelle nostre intenzioni; e giacché noi di questi argomenti non abbiamo scienza alcuna, non riusciamo a comprendere perché ne discutiamo con cipiglio sussiegoso. Si vede che oscuri piani guidano le nostre azioni, per cui non intendiamo ritenerci responsabili del nostro operato e ci dichiariamo non imputabili se il Volere Divino o il Grande Complotto abusano di noi come di pedoni sullo scacchiere. Ad altre Entità, e spetta al capriccio e alle idiosincrasie di ciascuno scegliere quali, si ascriva ogni nostra pecca. Se esiste un Piano, noi siamo innocenti. E l’innocenza è una condizione bellissima.

    • Francesca ha detto:

      mah… secondo Popper il complottismo è assai antico, ben precedente alla democrazia, al cristianesimo e alla gnosi.

      • eliaspallanzani ha detto:

        C’è però una grande differenza: Popper dice che il complottismo è una sorta di fede negli dei senza gli dei, cui si sostituiscono forze umane sconosciute. Ma gli dei dell’olimpo non erano intrinsecamente malvagi e non c’era una “verità superiore” agli dei, mentre gnostici e complottisti credono appunto questo, che il mondo sia dominato dal male e che ci sia una via di uscita.

        P.S. ci riferiamo ai supercomplottisti, quelli per cui tutto è governato da una grande cospirazione. I mini complottisti, che ad es. credono nella sopravvivenza di Elvis o nella morte di Paul, sembrano guidati da un istinto molto diverso: c’è una piccola parte della realtà che non gli va bene e la negano accanitamente, ma questa incredulità (o credulità) selettiva non viene portata alle estreme conseguenze.

      • Francesca ha detto:

        Forse non c’era una “verità” superiore agli dei, ma di certo esisteva un’entità superiore a cui si piegavano gli stessi dei olimpici, ovvero l’Ananke (la “necessità”, che un po’ semplicisticamente si identifica con il Fato), la cui imperscrutabile volontà determinava eventi anche non desiderati dagli dei.
        Popper però notava che spesso non c’è una spiegazione per le cose che succedono, le cose accadono in maniera inaspettata per via delle conseguenze inintenzionali delle azioni umane intenzionali. Poichè l’uomo non può accettare tale “deriva inaspettata” deve trovare una giustificazione. Finchè credevamo negli dei, tutto ok, la spiegazione era nella loro misteriosa opera. Ora che non ci crediamo più siamo dolorosamente privi di una spiegazione e tendiamo ad attribuirla a forze occulte delle quali, come accadeva per gli dei, non possiamo verificare l’esistenza ma alle quali vogliamo credere.

      • eliaspallanzani ha detto:

        Sicuramente, però il fato non è nè buono nè cattivo, mentre il demiurgo è cattivo (e tendenzialmente anche gli uomini in nero, già per il solo fatto che nascondo la verità). Ma gnostici e complottisti credono nella divina (o umana) sofia, che permette di smascherare l’inganno. Non sono fatalisti come poteva essere un eroe greco. Di certo rifiutano il caso e sentono il bisogno di una mente che agita la materia, trovano più sopportabile una volontà maligna della semplice insensatezza, e ci sembra che sia questo il tratto profondamente umano e persino nobile che sta alla base di teorie nel complesso discutibili. Di certo anche noi talvolta cadiamo nel complottismo e incliniamo alla teoria del cattivo demiurgo, ma non pensiamo che ciò sia del tutto negativo. Anche se il caso esiste, e forse anzi esiste una volontà del tutto intesa al male, non bisogna rassegnarsi ma continuare a cercare la spiegazione umana, e se non esiste crearla: per quanto possa suonare retorico, noi pensiamo che l’umanità consiste nel ribellarsi al caos, specie se esiste.

      • Francesca ha detto:

        Capisco la posizione, ma mi sembra inutilmente faticosa. Come Occam ci ha insegnato, bisogna prendere in considerazione come più probabile l’ipotesi più semplice. Immaginare continuamente complotti, entità maligne che tramano per il male dell’umanità, uomi in nero ecc ecc…. che faticaccia e che complicazione. La cosa più ragionevole è ipotizzare che le cose brutte accadono e basta. Shit happens.

  4. oppure è solo un modo a buon mercato per sperimentare la sopravvivenza del potente così come la raccontava Elias Canetti. L’esempio del complottista paranoico Paul Schreber è da antologia (e il suo complotto cosmico solipsistico uno dei vertici espressivi del genere).

    oramai non ci sono più le teorie del complotto di una volta, sarà colpa di questa assurda democratizzazione delle psicosi, le quali dovrebbero rimanere tratto distintivo di una buona aristocrazia…

  5. Pingback: Vasto Attivo Sistema di Paranoia Vivente | Fondazione Elia Spallanzani

  6. Pingback: In un’epoca di diffusa verità l’unico atto rivoluzionario è mentire | Fondazione Elia Spallanzani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...