Tutto il faccendone aka per chi non ne avesse abbastanza

Ci vorrebbe il Giampi per fare un comodo storify, ma lui lavora solo per chi lo liscia. Dovrete accontentarvi del vecchio metodo. Tutta la storia della Lippa Mannara è in questi link:

Serino afferma che la Lipperini è Lara Manni e si incensa da sola, cominciano ad accumularsi le coincidenze e parte la contro-operazione “fake di Serino”. La Lippa tace e la nostra piccola inchiesta si scontra col muro di gomma (intermezzo: rapito un nostro commento!).  Anche Serino adesso tace. Ci viene il dubbio che l’operazione Lara Manni sia parte della manovra di invasione della letteratura di genere da parte del Wumingo. Torniamo indietro al 2005 e indaghiamo sulla sparizione di Luigi Bernardi. Le tracce dell’invasione si accumulano, ma il coraggioso popolo della rete cerca di reagire (aka la lacrimevole storia del ragazzo prodigio). Il Wumingo però non sta con le Manni in mano e sferra il suo contrattacco. A questo punto torniamo al fake: due episodi grotteschi come  “Perfiduca” e l’intervista al robot di Lara Manni.  Infine si svela il meccanismo della triangolazione recensoria. Il resto è sotto gli occhi.

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12 risposte a Tutto il faccendone aka per chi non ne avesse abbastanza

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  3. dottord ha detto:

    Anni fa, prima che uscisse Esbat, ero intervenuto in una di quelle discussioni su Anobii nelle quali torme di aspiranti scrittori si producono in lamentose geremiadi contro l’industria editoriale miope e nepotista che non li fa pubblicare.

    Avevo scritto che secondo me il ruolo di spintarelle e raccomandazioni in campo librario è largamente sopravvalutato, e che per essere pubblicati da una grande casa editrice non è affatto necessario avere alle spalle qualche padrino potente.

    Mi aveva risposto proprio Lara Manni, all’epoca illustre sconosciuta, confermando che in effetti lei stava per pubblicare un romanzo per una grossa casa editrice, pur non avendo alcun tipo di santo in Paradiso.

    Col senno di poi, fu un momento di altissima ironia.

    • robe22 ha detto:

      Che tristezza. Il più desolante epitaffio dell’intera faccenda.
      Dunque, Lippelara coltivava la favola anche quando non era necessario. Anche quando nessuno le faceva una domanda diretta e avrebbe potuto tacere. Unendo queste parole alle migliaia sul suo blog in difesa dei “buoni editori” e dei “talentuosi scrittori senza appoggi”, beh, che dire? Per essere una rivoluzionaria è stata molto comoda allo status quo.
      E’ l’unica cosa che le contesto. Ok lo pseudonimo. Ok le leccatine triangolari. Ma questa storia della meritocrazia nell’editoria, questa favola bella ancora ci illude, non ce la dovevi raccontare, Lara.

      • Paolo ha detto:

        Tenere su per anni questa finta identità, molti in buona fede commentavano pensando di parlare a una persona che corrispondesse a quanto detto e invece parlavano con la Lipperini. Poi molti avranno comprato il libro preferendolo a quello di altrettanto sconosciuti esordienti perché incuriositi dalla storia della sua genesi, il fatto che questa storia non sia vera (quella della giovane sconosciuta e della fanfiction nata sul web) secondo me è pubblicità ingannevole. Roba da Striscia.

  4. paolo f ha detto:

    Queste cose, soprattutto la doppia identità, oltre a far scalpore sgomentano.
    E rattristano. Come ho argomentato a lungo nel mio blog, mi sembrano schegge impazzite di Berlusconismo, fino a poco tempo fa imperante. E, tramontato il Belrusconismo, le schegge impazzite rotolano via chioccolando mestamente.

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  7. Paolo ha detto:

    In questo post di Lipperatura segnala ai suoi lettori Esbat, il blogo di Lara e mette un link alla pagina del libro su Feltrinelli. http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/06/09/libri-di-e-sulle-donne/#comments Non è una recensione del libro ma comunque la Lipperini, affermata giornalista, consiglia un libro come meritevole, un blog e il link alla pagina della casa editrice senza rivelare che lo fa perché quel libro e quel blog li ha scritti lei.

  8. Paolo ha detto:

    Si potrebbero provare alcune strade:
    – segnalare la cosa a Striscia e Iene, soprattutto spingendo sull’inganno ai consumatori convinti di comprare una cosa per motivazioni vere.
    – segnalare la cosa a giornali o riviste interessate a colpire il circoletto wu-ming.
    – segnalare la cosa a qualche associazionedi consumatori perché, insisto, chi ha comprato il libro spinto dalla curiosià di leggere “una giovane esordiente scoperta per una funfiction nata sul web” è stato vittima di pubblicità ingannevole.
    – un bel video su Youtube, che da molta visibilità, tipo quello che ha sputtanato Luttazzi.

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