La grande orchestra democratica del popolo

Cercando di copiare Gianni Rodari, che aveva fatto “le favole al telefono”, Spallanzani propose qualcosa di molto più ambizioso e (si direbbe oggi) interattivo. Avevano da poco introdotto la composizione a toni (quella per cui ogni tasto del telefono sembra emettere una nota) e lui si deliziava a comporci musichine, poi invece pensò di costituire una grande orchestra, con un centinaio di musicisti, e di assegnare a ognuno un numero telefonico, come quelli con gli interni: ad es., 9991 era la tromba, 9992 il contrabbasso, poi i violini e le grancasse, fino al triangolo. La grande orchestra non aveva una partitura da eseguire ma ogni musicista indossava una cuffia collegata a un interno: ogni italiano poteva quindi telefonare al musicista preferito e suggerirgli una frase musicale premendo i tasti di composizione. A questo punto l’artista avrebbe dovuto inserire la frase nel tessuto orchestrale, cercando per quanto possibile di mantenerla intatta. La grande orchestra poteva perciò suonare all’infinito, giorno e notte, armonizzando le cento voci suggerite via via dal popolo. Ovviamente erano previsti dei turni per i musicisti e il tutto si finanziava con lo scatto alla risposta.

L’idea, come si vede, era bella, ma si scontrò con difficoltà tecniche e sindacali: i musicisti della Rai sostenevano che con le cuffie non avrebbero sentito bene la musica, e comunque pretendevano un’indennità di cuffia e anche una di improvvisazione. Secondo testimoni dell’epoca la questione fu portata ai massimi livelli e (fatto non insolito nel nostro paese) scatenò anche uno sciopero, pur non essendo nemmeno lontanamente operativa. Dopo anni di discussioni arrivò “Pronto Raffaella” e la Rai si accorse che poteva attirare pubblico coi fagioli, per cui ne dedusse che non l’avrebbe attirato con la musica sinfonica, quindi affossò il progetto. Il nostro per fortuna era già passato da tempo a nuove e ancora più ardite sperimentazioni.

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4 risposte a La grande orchestra democratica del popolo

  1. dottord ha detto:

    Be’, dai, tra i fagioli e i concerti c’è comunque un legame

  2. Leonetto ha detto:

    Ho il sospetto che l’idea del Nostro sia stata saccheggiata ed effettivamente realizzata – con opportune modifiche per celare il plagio – da qualcuno della scuola di Darmstadt, forse proprio un italiano che ha lavorato con una delle tre o quattro orchestre Rai che c’erano ai tempi. Indagherò.

  3. eliaspallanzani ha detto:

    L’ennesimo furto a danno del nostro! Attendiamo tue notizie e nel frattempo predisporremo una denunzia.

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