Cambiare nulla perchè tutto cambi

Due notizie vagamente collegate al tema dell’identità.
– nei libri games il lettore decide lo sviluppo della trama, ma un libro non è solo trama, anzi forse è l’opposto: Finzioni segnala il Frankenstein di Dave Morris, un e-book in cui gli eventi sono sempre gli stessi, ma cambia la percezione dei personaggi. Il lettore-giocatore agisce quindi a un livello più profondo di quello dell’azione, e per noi l’ideale sarebbe arrivare ancora più in là, al livello del puro linguaggio.
– un tuo sosia, per giunta tuo omonimo, commette un omicidio, e tu finisci sulla forca al posto suo: sembra la trama di un libraccio, ma dicono che sia accaduto. Sennonchè andando a leggere meglio si nota che l’assassino non era esattamente un omonimo e non somigliava nemmeno al condannato. Del resto, chi potrebbe condannare uno stato che ti confonde davvero con il tuo sosia omonimo?

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4 risposte a Cambiare nulla perchè tutto cambi

  1. dgabrieli ha detto:

    Se non ricordo male, già ai tempi d’oro dei librigame esisteva una collana horror nella quale era possibile giocare nei panni del mostro o del suo cacciatore (Dracula o Van Helsing, la Creatura o il dottor Frankenstein e così via)

    • eliaspallanzani ha detto:

      Probabilmente. La differenza di questo libro sarebbe che tu non decidi quale azione compiere, ma ciò che prova il personaggio: non decidi l’azione ma, diciamo così, la riflessione. Del resto, neppure questo concetto è del tutto nuovo: già alcuni anni fa sul newsgroup it.hobby.giochi.gdr si discuteva di un ipotetico gdr in cui le azioni sono prestabilite e immutabili, mentre i giocatori possono cambiare il linguaggio (perchè in definitiva la storia è linguaggio).

      • dgabrieli ha detto:

        Un gioco dove non puoi decidere le azioni, ma solo le interpretazioni dei fatti? Non ha senso: c’è già la vita vera.

      • eliaspallanzani ha detto:

        Infatti. L’esperimento potrebbe essere inutile perchè il lettore scegli sempre il tono di ciò che legge, anche senza cambiare le parole. Il vero gioco sarebbe produrre variazioni per gli altri, e infatti a questo proposito c’è un brevetto del nostro, che illustreremo nelle prossime puntate…

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