Dalla parte della bambina che è in lei

Vabbè, forse non interesserà a nessuno ma nella faccenda Lippa-Manni ci sono punti di notevole comicità. Ad esempio, qui c’è la registrazione dell’intervento della Manni alla trasmissione Nudo e crudo di radio Rai. Dal minuto 13.15 in poi potrete sentire la viva voce di Lara, camuffata come quella di un testimone di mafia, che parla della luna. Visto che la Lipperini lavora alla Rai, e che più volte la Manni ha usato un ip riconducibile alla Rai, può darsi che parlasse dalla stanza a fianco a quella dove si registrava il programma. Chissà che ne direbbe la conduttrice Giulia Fossà, che aveva già ospitato più volte la Lipperini.
Bisogna riconoscere che la Lippa è stata ardita fino a diventare quasi simpatica. Peccato che riservi la sua vena giocherellona solo ai casi in cui le conviene! Un po’ di umorismo renderebbe i suoi sermoni più digeribili.

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22 risposte a Dalla parte della bambina che è in lei

  1. paolo f ha detto:

    La cosiddetta “voce di Lara” non è camuffata, ahimé, ma è una voce elettronica “maschile” generata dal computer, di quelle che una volta davano le risposte automatiche alle chiamate Telecom: roba vecchia, fra l’altro, ormai superata dalla tecnologia.

    Questo, per me, è l’ennesimo indizio che siamo di fronte a una bufala colossale, una presa per i fondelli che ha tentato di trarre profitto (senza riuscirci, dato il naufragio finale) della buona fede dei lettori giovani e giovanissimi, e anche di manipolarne le coscienze.
    Tutta questa operazione — secondo il mio parere, che quindi resta soggettivo e legata al diritto soggettivo di esprimerlo — è vergognosamente bassa. Chi l’ha concepita, e attuata, e favorita, gode presso di me della considerazione appropriata a questo tipo di orrori.

  2. eliaspallanzani ha detto:

    probabilmente avrà usato un programma come questo: http://www2.research.att.com/~ttsweb/tts/demo.php

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ divertentissimo. In fondo la lippa ha una preledizione per lo steampunk: avrà pensato di essere uno di quei buffi personaggi, simpatici sì ma anche un po’ così e così. 😉

    Caro Paolo, che si sia di fronte a un nome de plume è fuor di dubbio. Potrebbe non esser la donzella, ma comunque una sua strettissima amica.

    In ogni modo non mi pare che ‘sta Manni venda e venda bene, per cui non mi preoccupo: se vendesse quanto Dan Brown o quel fantoccio mai esistito di J.T. Leroy – peraltro osannato dalla donzella – allora mi preoccuperei. Ma così no. E’ una bufala. Mi spiace per quei ragazzini, pochi a dire il vero, che si stanno sorbendo una autrice un po’ così e così.

  4. lastlightx ha detto:

    quindi, tirando le somme, dopo questa stucchevole intervista sono chiare 3 cose: a) lara manni, in quanto tale, non estiste; b) in questo non ci sarebbe nulla di male, tranne che per il fatto che chiunque si serva di questo nom de plume ci tiene a non essere riconosciuto al punto tale da inventarsi un’intervista con il programma di voce sintetica che racconta le barzellette di elio e le storie tese; c) chiunque sia questa persona, è abbastanza ammanicata in rai da far passare una simile intervista-burla che in altre circostanze avrebbe provocato il licenziamento in tronco dello sprovveduto conduttore per manifesta incapacità di intendere e volere nella scelta degli ospiti della trasmissione.

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Sicuramente sì!!! Tenete conto che di Lara non esiste se non una foto, una sola, sgranata e di bassissima qualità; nessuno l’ha mai vista o sentita nominar prima: non ha un passato, perlomeno non ne ha uno che possa render pubblico; le note di copertina sono inutili per una biografia; poi questa intervista con la voce robotica è uno spasso: lo capirebbe anche un fesso che è un falso; la tecnica è sempre la stessa, un personaggio inventato, come fece Laura Albert per Leroy più o meno.

      La domanda è perché non vuole far sapere che la Manni non esiste? L’immagine. L’immagine. La Manni inventata è una ragazza, bellina e acqua e sapone, una amica per i potenziali lettori: pensate se venisse fuori che a scrivere i libri è invece una quasi sessantenne! Alla faccia di stare dalla parte delle bambine: qui l’IMMAGINE gioca un ruolo assoluto.

  5. pirulix ha detto:

    È stata una mia impressione ma in sottofondo, quando parlava la Manni, Giulia Fossà – o qualcun altro in studio- a stento teneva a freno la ridarella? @.@

  6. Lucio Angelini ha detto:

    posso aggiungere che la strategia di impostare la pubblicità sull’essere “senza volto” e immateriali era già stata sperimentata dai fidati wuming, almeno un paio dei quali sono però stati fotografati da me in occasione di pubblici incontri qui a venezia. insomma i blogger consorziati continuano a friggere e rifriggere sempre nuovi pesci con lo stesso olio ormai un po’ alterato.

    • lastlightx ha detto:

      c’è una differenza fondamentale: wuming è (sono) programmaticamente senza volto e senza nome, quindi non ci importa chi sia(no) “veramente”, il gioco è dichiarato fin dall’inizio ed è più che lecito (del resto chi si ricorda di luther blisset non lo trovò neanche tanto originale già quando wm era una novità); mentre lara manni si pretende essere persona “reale”, che addirittura va a cena con gl d’andrea e non va alle presentazioni dei suoi libri solo perché è troppo timida, altrimenti minchia di corsa che ci andrebbe…

      • Lucio Angelini ha detto:

        @lastlitghtx. personalmente trovo che un autore sia comunque libero di pubblicare anche sotto più nomi e non me ne scandalizzo minimamente, mentre Serino non dovrebbe promettere prove del suo scoop (Lara Manni è Lipperini) senza poi fornirle, come ha fatto finora. di qui la mia ipotesi che Serino, Lipperini e Fazi abbiano progettato di comune accordo lo scoop di Serino nella speranza di un’ampia risonanza in rete sul caso (con Manni e Lipperini mute come pesci) in appoggio al rilancio della trilogia presso Fazi stesso. se poi ne è uscito un flop, peggio per tutti e tre.

      • james ha detto:

        Secondo me, le prove che Serino ha in mano (e sicuramente le ha) non possono essere esibite in quanto “dati sensibili” (ad es. contratti editoriali, bollini Siae, corrispondenza privata) la cui esibizione non autorizzata lo farebbe incorrere in un altro reato. E mi sembra che il reato già commesso (esercizio con la forza delle proprie ragioni) gli sia più che sufficiente e non gli convenga commetterne un altro per soddisfare la platea degli astanti.
        La cosa assolutamente certa è che Lara Manni non esiste.

      • pirulix ha detto:

        Soprattutto i wu ming sono visibili dal vivo: chiunque può vederli nei loro tour promozionali o ascoltare le loro voci in interviste radiofoniche

    • robe22 ha detto:

      @Lucio. Gli effetti negativi della rivelazione sono tanti e tali che vederci un accordo tra le parti mi sembra impossibile. No, non credo sia stata una mossa pubblicitaria. Il diktat lipperiniano/wuminghiano è stato quello di mantenere il silenzio sulla faccenda, e sono stati obbediti prontamente dalla loro cricca. Nessuno dei loro amici ne ha parlato. Un comportamento quantomeno assurdo se lo scopo fosse stata la pubblicità. Tra l’altro, il libro “Tanit” sta andando maluccio, peggio dei primi due di Lara Manni, privo com’è di segnalazioni e di pubblicità.
      No, io credo che, per dirla in layman’s terms, sia stata una sputtanata colossale per la Lippa. Tanto che adesso non si azzarda più a parlare di editoria italiana, ma parla solo di femminismo. Lara Manni era la ragazza pulitina che senza appoggi era arrivata alla pubblicazione: NON SERVONO APPOGGI PER ESSERE PUBBLICATI, L’EDITORIA TRADIZIONALE NON E’ MARCIA!, dicevano lei&lippa&consorterie associate. Lara Manni era la testa d’ariete usata contro l’autopubblicazione (vedi Amazon) e contro gli ebook. Adesso per continuare la loro battaglia reazionaria dovranno inventarsi un altro fake.

      PS. Per non parlare dell’attacco scagliato contro Serino nei giorni successivi, attacco a mio avviso di inconfondibile stampo wm, per i suoi followers falsi su twitter. L’avrebbero fatto a un compagno di merende?

  7. Pingback: Intrecci d’Antologia « L U N A T I S M I

  8. pirulix ha detto:

    Lucio, si ritorna al discorso iniziale: a nessuno frega che un autore pubblichi sotto pseudonimo, ben altra cosa, ai limiti della legalità e sicuramente una colossale boutade ai danni di chi c’ha creduto creare un fake, tenere aperto un blog per quattro anni simulando di esistere come persona reale, rilasciare interviste in cui alla dimanda “lara manni è il tuo nome?” si risponde affermativamente…
    è stare dalla parte delle bambine farsi dall’amica in una

    • pirulix ha detto:

      … scheda antologica destinata proprio alle “bambine” (a quattordici quindici anni si è ancora bambini) che si vuol proteggere dalle brutture del mondo? A me sta boutade sembra un maldestro tentativo di influenzare l’immaginario di un dato pubblico…
      E sicuramente mi sbaglio…

  9. eliaspallanzani ha detto:

    in tutto ciò sappiate che la persona nota come lara manni non è morta: http://alberodelpensiero.wordpress.com/2012/04/03/lara-manni-dove-sei/

  10. Pingback: Tutto il faccendone aka per chi non ne avesse abbastanza | Fondazione Elia Spallanzani

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