Invasione: prime reazioni – il ragazzo prodigio

Wu Ming allunga le sue estremità sul noir e sul fantasy e nessuno dice niente? Impossibile, e infatti Angelini e Iannozzi gridano da anni che si tratta di una banda di parolai che si autoincensa, e più di recente si aggiunge anche Ferrucci, ma la loro opinione viene subito screditata perchè accusati di petulanza (e questo è vero) e parzialità, trattandosi di scrittori o aspiranti tali. E’ il vecchio argomento dell’invidia e del rosicaggio, così caro a chiunque detenga anche il minimo potere, e spesso anche così vero. Sta di fatto però che anche l’invidioso talvolta può dire la verità.
Ma i maggiori ostacoli verranno da un’altra parte.
Nel 2008 Sandrone Dazieri, scopritore Licia Troisi, propone un altro esordiente: Giuseppe Luca D’Andrea detto GL. Il giovane ha scritto un romanzo horror-fantasy intitolato “Wunderkind“, pubblicato nel 2009 da Mondadori e  reclamizzato come un incrocio tra Harry Potter e Clive Barker. GL è amico di Kaizen J (quanti nomi buffi in queste storie), che è membro di Kai Zen, ossia di un gruppo di scrittori per molti versi simile a Wu Ming: un nome collettivo, una coscienza sociale e così via. I due gruppi sono vicini, anche se non sempre daccordo.
Appena esce il libro, quel polipone di un Wuming l’annette al New Italian Epic (vedi pag. 17), collocandolo più o meno sullo stesso piano di Camilleri (dal che si comprende anche la compattezza e utilità scientifica della categoria NIE). L’amico GL però non sembra tanto persuaso e nelle prime interviste si tiene sul generico, dicendo che in fondo questa è roba da critici e che decideranno i posteri. E’ una delle poche affermazioni pacate di GL, che invece di solito si esprime in maniera roboante e perentoria, il che tra parentesi ce lo rende simpatico.

Ma poi il giovane sembra cedere alle lusinghe del clan perchè si mette a linkare fitto fitto Wu Ming e la Lippa qualunque cosa dicano, e a quanto pare diventa intimo di Lara Manni. Però il primo volume del suo libro non va benissimo e molti lettori ne parlano in termini derisori. Gli appassionati di fantasy sono particolarmente accaniti e puntigliosi nel rintracciare i difetti, oltre che giovani e quindi spesso estremi nelle idee e nei giudizi. Per Wunderkind, il giudizio è quasi sempre negativo: la rete si ribella alle fumisterie dello sguardo obliquo, del linguaggio insolito, e alle sparate intellettualistiche di GL. Il pubblico vuole la buona vecchia narrativa del “mostra, non dire”, vuole la vecchia epica e non il minestrone neoepico (se mai Wundekind lo fosse). Infastidisce lo stile pesante, ma ancora di più il comportamento di GL, che viene accusato di essere aggressivo e intollerante delle critiche, un po’ come i suoi mentori.

Sembrano sciocchezze, ma in poco tempo la discussione degenera in un flame sparso su vari siti e con migliaia di commenti, intemperanze verbali e minacce di querela.
A questo punto il clan Lippa-Manni-Wu si attiva in soccorso di GL accusando i critici di essere violenti, maleducati, invidiosi e parziali (siamo sempre lì, come si vede). Il problema, secondo noi, è che queste persone di una certa età non capiscono granchè della psicologia dei forum: appena i detrattori vedono che la “maestra” corre in aiuto di GL, il loro accanimento raddoppia. Forse è uno dei casi in cui l’appartenenza al clan provoca più danni che altro, tant’è che un po’ della derisione indirizzata a GL finisce per infangare anche il serafico Wu Ming e il suo Nie “di questi calzari”.
A un tratto succede un episodio curioso: qualcuno scrive dei messaggi offensivi sul blog di GL firmandosi falsamente Lara Manni. GL le telefona (quindi GL sarebbe l’unico sulla terra ad averci mai parlato) e Lara interviene minacciando denunce, al che il commentatore confessa di essere un ragazzo di 14 anni e si scusa.
Potrebbe finire qui, ma non è così perchè GL schifato abbandona il blog e la polemica riparte due volte più accesa. Infatti Lippa-Manni etc argomentano che episodi del genere nascono da un “clima d’odio” creato dai forum e dai siti dei detrattori, che ovviamente si incazzano come bisce per l’accusa sommaria e ricominciano a protestare. E’ un po’ come quella faccenda degli anni ’70, dove chi sbraitava che bisognava ammazzare lo sbirro, e poi magari l’ammazzavano per davvero, rischiava di finire in galera pur non avendo mai mosso un dito. Allora come oggi il “clima d’odio” è vero e pretestuoso allo stesso tempo, e fonte di infinite discussioni.

La vicenda finisce anche sui quotidiani on-line (es. Affari Italiani, che dipende da Repubblica) e da la stura al dibattito sul bullismo telematico, in cui la Lippa-Manni e Wu Ming la fanno da padroni, visto che il giornale riporta solo la loro versione.
Nel frattempo è uscito il secondo volume di Wunderkind, che non è andato bene. Curiosamente GL viene chiamato a scrivere un interludio per il libro della Lipperini “Non è un paese per vecchie“, e sembra quasi una forma di incoraggiamento, o di riparazione. Ma non basta, perchè  causa scarse vendite il terzo volume della saga Horror-Fantasy verrà distribuito solo in ebook. Anche in questo caso grandi proteste della Lippa, che si allargano subito alla meschinità degli editori bottegai,  e stavolta nel dibattito interviene anche Dazieri, che ammette di aver sbagliato “target” (il libro era per un pubblico più adulto) e incidentalmente lamenta la scarsa copertura dei giornali, accennando al fatto che l’informazione italiana  non ama la Mondadori perchè è di Berlusconi. Il tasto è dolente, perchè per dire Wu Ming (che ovviamente interviene nella discussione) è anche lui un contestatore pubblicato dalla Mondadori, quindi il discorso degenera in un polemicone senza uscita.

E alla fine? Alla fine “Wunderkind”, il nuovo fantasy italiano esempio del Nie, fa una fine un po’ misera (mentre sembra che vada bene all’estero) e GL non si vede più in giro. Ma la lotta ha indebolito anche i detrattori: complice lo sviluppo di altri canali, i forum si svuotano, i blog languiscono, gli utenti si disaffezionano  e spesso aleggia la parola “schifo”, come avviene dopo qualsiasi rissa, che si abbia ragione o torto.
A noi, da qui, un po’ dispiace. Forse GL è un arrogante e un parolaio, ma il suo libro ci incuriosiva (proprio perchè non era quello che voleva il pubblico). Ci spiace anche che sia scomparso l’unico testimone dell’esistenza di Lara Manni! Sembra quasi che questo giovane sia stato psicologicamente stritolato nella lotta tra un pubblico sempre più “libero” (quasi inebriato dalla sua capacità di colpire) e i suoi vecchi protettori furbacchioni, che a queste schermaglie invece sono abituati e non ci fanno tanto caso, anzi le rigirano a loro vantaggio trasformandole in occasioni pubblicitarie.

Il fantasy italiano accusa il colpo e il Wu resta un po’ così: stavolta ha trovato pane per i suoi denti! In futuro farà bene a scegliere con più attenzione i libri da annettersi per “colonizzare la letteratura popolare”.

P.S. abbiamo messo qualche link, ma ce ne sono tanti e le discussioni sui forum sono interminabili. Se ci fossero errori segnalateci.

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31 risposte a Invasione: prime reazioni – il ragazzo prodigio

  1. paolo f ha detto:

    «Lara interviene minacciando denunce»:
    questo configura di per sé una precisa analogia (per restare nel tema delle mie analisi) fra Loredana Lipperini e Lara Manni.

    «episodi del genere nascono da un “clima d’odio”»:
    altra analogia, da me più volte riscontrata, con il berlusconismo (come ricorderete): deprecare il clima d’odio per attaccare e delegittimare i propri avversari.

    «il giornale riporta solo la loro versione»:
    altra analogia col berlusconismo, sotto l’aspetto della “stampa al proprio servizio”.

    «lamenta la scarsa copertura dei giornali, accennando al fatto che l’informazione italiana non ama la Mondadori perchè è di Berlusconi»:
    ovvia l’analogia con il berlusconismo.

    Bella relazione, molto istruttiva per uno che (come me) non conosceva la vicenda.

  2. dottord ha detto:

    Il re è fuso: Harry, non Henry Potter

  3. eliaspallanzani ha detto:

    Forza italian epic! Tenchiu dottod, corretto.

  4. pirulix ha detto:

    Ferrucci non è parziale, men che meno petulante! au contraire, lo leggo molto analitico e oggettivo, direi addirittura sotto tono: il fatto è che a cercare di analizzare certi meccanismi ci si sporca le mani, lo sterco puzza e appesta l’aria.
    La tattica di accusare chiunque abbia una visione delle cose diversa dalla propria di livori e bullismo è ormai stata scoperta. In genere si tende a vedere negli altri i propri difetti e in quanto a pratiche di bullismo telematico, mascherato e non, wu ming e socie sono maestri. indiscussi

  5. eliaspallanzani ha detto:

    Dai, un po’ petulanti lo siamo anche noi, nel senso che ci accaniamo su un argomento e non lo molliamo più anche se magari al pubblico non interessa poi molto. Negli anni Wu e la Lippa hanno irritato molte persone per il modo in cui gestiscono i commenti, cancellando e bannando chi non gli aggrada, ma in realtà quasi tutti fanno così e in parte è anche comprensibile. Secondo noi però bisognerebbe stabilire un paio di regole a tutela di noi troll. Ad es.
    1) non basta avvisare che i commenti sono sottoposti a moderazione, bisogna indicare i criteri della moderazione;
    2) bisogna avvertire l’utente che deve salvarsi il commento in locale, perchè se viene moderato di fatto lo perde (vedi il caso di Giampi lo squalo, che tiene ancora in ostaggio il nostro commento);
    3) non è corretto “riassumere” nel post i commenti moderati e commentarli, perchè o lo pubblichi o non lo pubblichi: non è che lo nascondi e poi ne parli senza dare la possibilità di sapere se ciò che dici è vero.

  6. whatsgoingon2 ha detto:

    ma veramente andrà bene all’estero? a me sembra strano, cioé, ho provato a leggerlo ma è davvero una porcheria. sembra la troisi che al posto di scimiottare terry brooks che scimiotta tolkien, si sia messa in testa di sfruttare il filone “gaiman” infarinandolo con il peggior lovecraft. capisco che nel post ti interessa più analizzare il fenomeno della conventicola che disquisire dei demeriti letterari di questo tal “g.l.”, però non mi pare che il poveraccio sia rimasto stritolato in questa guerra tra camarille. semplicemente, è molto scarso.

  7. whatsgoingon2 ha detto:

    uhm, lo scimmiotto si è portato via le doppie nel commento precendente, che dispettoso.

  8. paolo f ha detto:

    In tema di commenti cancellati mi riferisco ancora a Lucio Angelini, la cui esperienza (come vittima) fa scuola: lui, oltre a salvarseli in locale, imparò a fotografare lo schermo del pc e poi a postare la testimonianza:
    http://lapeperini.wordpress.com/2011/12/23/auguri-censurati-alla-cugina-lipperina/

  9. eliaspallanzani ha detto:

    Da un punto di vista puramente pratico, ci chiediamo cosa potesse mai sperare GL dal favore di wuming o della lipparellona (mentre è abbastanza chiaro il contrario).

  10. whatsgoingon2 ha detto:

    probabilmente nulla (e infatti all’inizio teneva le distanze), poi si è lasciato tirare dentro. la forza del gruppo.

  11. paolo f ha detto:

    Ma il gruppo, con l’intento di strumentalizzarlo, l’ha poi “divorato”: quel che significa farsi rovinare dalle “cattive compagnie”. Capita a tanti.

  12. eliaspallanzani ha detto:

    Può darsi che ci fosse una sincera adesione morale alle idee wuminghesche. Il povero GL, in un commento al blog LippeMannaro, sosteneva che il suo amato Lovecraft era sì xenofobo, ma in vecchiaia si era avvicinato a Marx (http://laramanni.wordpress.com/2011/12/20/ancora-su-tolkien-de-turris-casseri-parla-roberto-arduini/#comment-16453).
    Evidentemente credeva davvero nella causa, e nella necessità di valutare gli scrittori in base alle loro idee politiche.

  13. Troppo semplice? ha detto:

    Mi sembra che la questione di GL sia stata esagerata. Perchè pensare per forza a scontri tra conventicole in cui lui sarebbe rimasto unica (e un po’ tonta) vittima sul campo? A volte, come diceva Freud, un sigaro è semplicemente un sigaro. La sua “caduta” magari è dovuta solo al fatto che la serie di Wunderkind era bruttina e i lettori lo hanno punito. Perchè non pensare qualche volta al fatto che se uno ha successo non è per forza perchè ha amici e maniglie ma magari è bravo? E così, parallelamente, se uno fallisce non è perchè vittima di intrighi, ma perchè non è bravo?
    (Troppo semplice, vero?… e poi la tesoria sei complotti se ne va farsi benedirte e si crea un pericoloso precenebte)

  14. eliaspallanzani ha detto:

    Non abbiamom detto che GL è stato pubblicato perchè aveva amici o che non ha venduto perchè non aveva amici, ma solo che per lui il sostegno lipperesco forse è stato un danno, perchè è sembrato (appunto) che la conventicola si difendesse per principio (wuming è rimasto molto più defilato, deve aver intuito che le cose si mettevano maluccio).
    Al di là dei discorsi geerali, è innegabile che nel caso wu-lippa-etc la combriccola c’è eccome, ed è anche dichiarata (tranne per la bugiola di Lara Manni, di cui continuano a tacere per vergogna).
    La retorica del complotto è sciocca, ma anche quella dell’anticomplotto. La spiegazione più semplice vale sempre nel migliore dei mondi, ma forse solo lì.

  15. paolo f ha detto:

    Qui non si ritiene — mi sembra — né si afferma che la “caduta” dello scrittore, conseguente allo scarso riscontro di pubblico, sia dovuta all’esser stato coinvolto (o fagocitato) dalla conventicola. Né si pensa che G.L. sia stato l’unica vittima di questo fenomeno.
    Mi sembra invece che si cerchi di osservare e — per quanto possibile — analizzare questo specifico fenomeno, che si è estrinsecato in forme particolarmente acute e talvolta plateali.
    Secondo me, ad esempio, le “vittime sul campo” possono esser state più d’una: gli stessi protagonisti primari, coloro che ne erano i “motori”, possono averne ricavato danni. Tant’è vero che ne sono visibili alcune conseguenze: la fantomatica Lara Manni, che agiva intensamente in rete, ora è repentinamente scomparsa; il waso ming, che prometteva mari e monti e sfracelli vari (tradurre Stephen King e ri-tradurre Tolkien, dominare Twitter, fermare i cantieri Tav, preparare la Rivoluzione), ora si è ritirato in una piccola riserva in cui borbotta in compagnia di pochi sodali.

    Se uno ha successo, generalmente accade perché è bravo. Gli amici e le maniglie possono aiutare, ma se uno non è bravo, amici e maniglie non servono, generalmente. E questo caso, a quanto pare, non ha fatto eccezione: G.L. è “caduto” probabilmente perché la serie Wunderkind era bruttina.
    Inoltre, il waso ming non ha avuto successo, a dispetto di tutte le sfrenate campagne autopromozionali fatte in combutta coi suoi sodali e miliziani: primo, perché ha fallito la maggior parte dei suoi obiettivi; secondo, perché le sue quote di mercato, anziché crescere sono diminuite.
    Nessuna teoria del complotto, dunque, ma semplici “alti e bassi” della vita.

  16. whatsgoingon2 ha detto:

    però, se davvero costui ha successo in altri paesi, si potrebbe sospettare una certa dose di rosichio provinciale tipico della nostra cara mentalità italiota. si potrebbe, se il libro non fosse lì a disposizione di chiunque per fare la controprova: è effettivamente una boiata. che poi quando uno ha qualcosa da dire, anche in quest’italia scevra da meritocrazia e prona alle conventicole, vien fuori. uno come evangelisti umanamente ha fatto molto per alienarsi le simpatie dei suoi compatrioti (anche a ragione per carità) eppure non si può dire, per quanto possa stare sul cazzo, che non abbia avuto grandissimi meriti (magari una quindicina di anni fa, che ora davvero inizia a stancare con sti anarchici messicani e sti pirati…). e, visto che si parla di NIE, lo stesso (ma amplificato dal riscontro mediatico ben superiore a quello di evangelisti) vale per saviano. io personalmente lo odio e non mi piace per niente il suo stile, la sua retorica, il suo utilizzare vicende personali e tragiche di altri per alimentare un culto della personalità abbastanza disgustoso, però è indubbio che dove c’è sostanza qualcosa germoglia. mentre nel caso della conventicola di cui qui si dibatte mi pare che sia stato posto il letame per concimare, ma poi ci si sia dimenticati di buttare i semi (o meglio si son buttati semi alquanto scadenti, del genere “montagna che partorisce un topolino”). e in effetti quello che rimane ed è abbastanza affascinante è osservare come si sia creata questa super-forma di autopromozione reciproca (e anche il fatto che in realtà non abbia portato a nessun successo né di vendite né tantomeno di contenuti).

  17. eliaspallanzani ha detto:

    A noi invece sembra che qualche risultato l’abbia portato, anche se è difficile misurarlo. Certo le banfate di wuming possono far ridere, ma piano piano si è inserito in quella macchina editoriale che tanto contesta. Pensiamo che sia interessante vedere come e non lasciarsi andare alla pura e semplice stroncatura perchè ci sta antipatico. Wu ming lamenta di non essere preso sul serio, il che però è anche una forza: a lungo andare il rumore delle pernacchie si esaurisce e resta il suo discorso (in realtà una specie di soliloquio, visto che il wu limita il dibattito a chi gli da ragione).

  18. paolo f ha detto:

    E’ vero che il waso ming si è inserito in quella macchina editoriale che finge di “combattere dall’interno”: questo anche (se non soprattutto, a quanto dicono) per il peso del suo agente.
    Ma il continuare a “essere inseriti” dipende dalla quota di mercato che si è in grado di esprimere. Se questo mercato non ti premia, o smette di premiarti, com’è facile che accada, è ugualmente facile essere “disinseriti”. Il mondo editoriale — come quello dello spettacolo — è pieno di “ex”, non dimentichiamolo.

    • pirulix ha detto:

      … per il peso del suo agente

      Appunto. E la questione è tutta qui: Santachiara è molto influente nel mondo ediroriale, credo possa dettar legge.
      GL D’Andrea è, anche lui un santachiarino?
      La storiella del sovvertimento del sistema dall’interno è patetica e serve ad acchiappare quei quattro lettori che ancora credono a babbo natale… pubblicare per Einaudi è un fiore all’occhiello, PUNTO.

  19. robe22 ha detto:

    D’Andrea ha alcune cose in comune con i Wu Ming/Lipperini (rifiuto dell’ironia come strumento di analisi, individuazione precisa dei confini tra ciò che è bene e ciò che è male), ma in particolare è servito loro per condurre una personalissima (e agguerrita) battaglia contro la rete.
    In ogni caso l’agente di D’Andrea, se non sbaglio, è Nicolazzini, non Santachiara.

  20. eliaspallanzani ha detto:

    Ci siamo accorti che se un commento contiene 2 o più link wordpress lo mette automaticamente in attesa di approvazione. Non sappiamo come disattivare questa funzione, quindi se notate che qualche vostro commento non appare magari fateci un fischio.

  21. J.Tevis ha detto:

    Per disatiivare questa funzione, partendo dalla bacheca vai in:
    Discussione –> e all’interno di quel pannello vai a mettere/togliere la spunta in vari parametri e a modificare là dove dice di mettere in moderazione commenti che contengono “n” link, magari mettendo “3” o “4” (o disattivandolo completamente).

  22. eliaspallanzani ha detto:

    Ok, messo a 4, grazie.

  23. pirulix ha detto:

    D’Andrea ha alcune cose in comune con i Wu Ming/Lipperini (rifiuto dell’ironia come strumento di analisi, individuazione precisa dei confini tra ciò che è bene e ciò che è male), ma in particolare è servito loro per condurre una personalissima (e agguerrita) battaglia contro la rete

    Io *oserei* una violenta e discutibile battaglia contro chi non si allineava al wumingpensiero e ci ironizzava su, ad esempio:
    http://lucioangelini.wordpress.com/2008/09/16/wm-1-a-fellow-of-finite-jest/ , un post godibilissimo da dove si capiscono i motivi per cui Lucio Angelini è stato elevato al rango di arci troll; anche “bene” e “male” sono due categorie a discrezione, uso e consumo della conventicola, che, strano ma vero!, rientra sempre in quella del “bene” e dei “buoni”.

  24. eliaspallanzani ha detto:

    Ehi ma perchè avete tutti blog privati?

  25. whatsgoingon2 ha detto:

    io avevo dei blog che sono morti.

  26. Pingback: ANALOGIE 8: questione di IP « L U N A T I S M I

  27. whatsgoingon2 ha detto:

    interessante anche il post su “lunatismi”. trovo tutta questa faccenda morbosamente affascinante e non so neppure il perché, visto che non ho mai letto un libro di nessuno degli individui nominati. sarà che conforta i miei pregiudizi sulla cialtroneria di certa gente.

  28. Pingback: Invasione, 4: il wumingo colpisce ancora | Fondazione Elia Spallanzani

  29. Pingback: Tutto il faccendone aka per chi non ne avesse abbastanza | Fondazione Elia Spallanzani

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