Le difficili inchieste del commissario Ca… ahem, Spallanzani

A rischio di essere noiosi, continuiamo a cercare notizie sulla vicenda Lipperini – Manni. Serino aveva preannunciato novità per lunedì scorso, poi rinviate a giovedì, ma cominciamo a dubitare seriamente delle sue parole, quindi siamo tornati al buon vecchio lavoro di gambe e abbiamo chiesto alle persone che potevano essere informate dei fatti. Il primo è stato Jumpinshark, che ha preferito non rispondere; poi abbiamo chiesto a Giovanna Cosenza, che ha presentato i libri della Lippa e della Manni, ma fino ad ora non ha risposto (come potete vedere nei commenti, alle 15.10 ha risposto che quella sera la Manni non c’era, quindi non può aiutarci). Infine volevamo chiedere a Giovanni Arduino, che fino a poco fa trasmetteva “a blog unificati” con la Manni, ma non ha mai abilitato i commenti quindi non possiamo.
Di fronte a questo silenzio, dobbiamo confessarlo, ci siamo sentiti quasi  come i profanatori di un santuario (o di una tomba).

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16 risposte a Le difficili inchieste del commissario Ca… ahem, Spallanzani

  1. giovannacosenza ha detto:

    elisaspallanzani: quella sera Lara Manni non venne e presentai il suo libro senza di lei. Mi spiace, non posso aiutarla.

  2. dottord ha detto:

    Davanti a questo muro di omertà perfino io, che all’inizio ero superscettico, comincio a sospettare che ci sia qualcosa di losco dietro al caso Manni.

  3. eliaspallanzani ha detto:

    @Giovanna grazie per la risposta, aggiorniamo l’articolo. A presto.

  4. Sempre più perplessa ha detto:

    Il caso Manni-Lipperini è curioso. Veramente la Lippa ha scritto di nascosto romanzi per gggiovani fanficcionari? Non ci sono prove ma sospetti. Come in ogni buon giallo la prima regola è “cui prodest, ipse fecit”. Il che mi fa commentare: ma alla Lippa che gliene prodest? Famosa è già famosa, pubblica un sacco (anche cose molto interessanti) e è certamente nel ristretto club degli intellettuali italiani. Perchè ordire questo inganno? A seguire la regola succitata non dovrebbe essere lei la colpevole, non gliene viene niente. Sempre ragionando da giallista mi viene piuttosto di pensare che copre qualcuno.

  5. eliaspallanzani ha detto:

    Abbiamo provato a ipotizzare come potrebbe essere andata nel post “Fun Fiction Femminista”. Riassumendo, forse la Lippa è solo un’appassionata di fan-fiction manga e ha iniziato a scrivere senza secondi fini. Poi, visto che sul forum la trovavano interessante, lei o qualcun altro può aver pensato di ricavarne qualcosa da questo settore, e che le aspiranti scrittrici avrebbero preferito nettamente un’autrice che veniva dal loro stesso ambiente, una che “da sconosciuta ce l’aveva fatta”. Se è andata così, dietro questo calcolo possono esserci tante motivazioni, dal semplice desiderio di lucrare a quello di “diffondere la sana teoria della nuova epica italiana” anche tra le ragazze appassionate di manga, che difficilmente la Lippa può raggiungere con i suoi soliti libri. Oppure può essere solo il desiderio di giocare, di scrivere la storia che hai in mente senza peroccuparti di ciò che diranno i tuoi lettori abituali. Poi potrebbe anche coprire qualcuno o non aver agito da sola, le nostre sono solo ipotesi. Quale che sia il motivo, è il metodo che si contesta. Inoltre secondo noi non dire nulla sull’argomento è un comportamento sciocco e arrogante, perchè se è falso lo devi dire, mentre se è un gioco devi accettare la possibilità di essere scoperto e reagire lealmente.

  6. robe22 ha detto:

    Sinceramente continuare a infierire mi sembra inutile. Il blog della Manni è silenzioso da una settimana; il personaggio non esiste più. Che fosse vera, che fosse falsa… importa davvero mettere i puntini sulle “i”? Quel che conta è che è sparita, ed è un peccato, perchè come tanti alter-ego era migliore dell’originale. No, forse migliore non è la parola giusta. Ma più libera si, senza tutti quei panni che la vita ci cuce addosso e che alla fine ci imprigionano anche un po’.

  7. eliaspallanzani ha detto:

    A volte la pensiamo come te e ci sentiamo delle brutte persone per il nostro accanimento. Ma una ragione c’è, e non è l’antipatia per la Lipperini: noi amiamo gli pseudonimi, anzi SIAMO uno pseudonimo, ci piacciono le maschere e gli scherzi, ma se possibile disinteressati, e non a danno dei deboli. Ci irrita che in questo gioco si sia approfittato della buona fede di tanti “aspiranti scrittori”, facendogli credere nell’esistenza di questa Lara Manni pulita e onesta, fattasi da sé, emersa per merito. Sappiamo tutti che esistono le relazioni e le amicizie, che è impossibile eliminarle e che a volte sono addirittura un fatto positivo, come sappiamo che vedere mafie dappertutto spesso è solo un modo per giustificare la propria incapacità: ma esempi come questo mortificano il legittimo desiderio di tante persone, che è solo quello di essere valutate *seriamente*. E’ se davvero è la Lipperini, il gesto è tanto più riprovevole quanto più è severa la sua predica quotidiana.

  8. robe22 ha detto:

    Tu dici che a un inganno deve seguire un prezzo da pagare, e sono d’accordo.
    Solo che per me, vedi, il prezzo è stato già pagato, e in modo salato. Pensa a cosa deve significare abbandonare un personaggio costruito in 6 (sei) anni, con una personalità ben definita, con amici (virtuali) diversi da quelli della identità principale… abbandonare un personaggio del genere può lasciare un gran vuoto nella vita di chi si era abituato a conviverci.
    Insomma, c’è già stata la batosta, o “new italian epic fail” che dir si voglia. È necessario, secondo voi, che a questo segua l’ammissione pubblica, la gogna virtuale? Secondo me no. Ma forse la mia analisi è troppo “empatica” 🙂

  9. eliaspallanzani ha detto:

    Di nuovo, potresti avere ragione. Non lo sappiamo. Ma molti non crederanno a questa storia se lei non lo ammette. Potrebbe anche dirlo privatamente alle sue amiche, non è necessario che lo dica in pubblico. Forse un giorno lo farà.

  10. Pingback: Piccolo finale | Fondazione Elia Spallanzani

  11. luca ha detto:

    Lippe-Manni è una fan e una conoscitrice di Stephen King e, quindi, dei motivi per cui ha pubblicato come Richard Bachman. La differenza sta nel fatto che lo pseudonimo di Stephen King è rimasto uno pseudonimo, invece LaraManni è anche un fake. Leggevo in giro che crearsi una doppia identità in rete, non un nickname ma una identità falsa che interagisce come se fosse reale, è un reato per la legge italiana, e se davvero Lara Manni non esiste come persona fisica chiunque essa sia, probabilmente avrebbe infranto la legge.

  12. eliaspallanzani ha detto:

    Mah, non pensiamo che creare una finta identità possa costituire di per sé un reato, a meno che non venga utilizzata per qualche tipo di truffa. Se la vicenda in commento è vera, il comportamento della Lippa ci sembra scorretto e ipocrita ma non illegale.

  13. luca ha detto:

    Infatti ho usato il condizionale, ma se non sbaglio Lara Manni ha sempre sbandierato ai quattro venti ideali di correttezza e integrità nell’agire, per poi sbranare il cuore dei suoi bersagli a morsi di politically correct. Meglio se si fosse cibata del cuore di un grizly e non della buona fede dei commentatori del suo blog e dei suoi lettori. Ho anche constatato con i miei occhi che Lara Manni ha commentato nel blog della Lipperini sostenendola e viceversa. Questo comportamento è estraneo ai concetti di correttezza tanto difesi e proclamati.

  14. Pingback: Il caso del commento rapito (per la serie “le inchieste etc”) | Fondazione Elia Spallanzani

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