Questioni di stile

E’ curioso che nel ventesimo secolo in Italia la letteratura “sperimentale” sia stata affidata quasi esclusivamente a scrittori dallo stile classico o addirittura arcaico, definiti più o meno a ragione “umoristi”. Ad esempio, nel 1937 Landolfi scrive “Dialogo sui massimi sistemi”, in cui si discute giocosamente sulla natura di una poesia scritta in una lingua immaginaria. Nel 1955 Flaiano scrive una sorta di esercizio di stile alla Queneau (“Variazioni su un commendatore”), il cui unico difetto è forse quello di essere ben superiore al modello. Nel 1962, di nuovo Landolfi scrive “La Dea cieca o veggente”, in cui un generatore casuale di poesie finisce per riscrivere involontariamente l’Infinito di Leopardi. E poi Calvino e Spallanzani, ovviamente.
Non sappiamo esattamente che conclusioni trarne.

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Una risposta a Questioni di stile

  1. segretaeccezione ha detto:

    Non me ne frega un cazzo ma ho un debole per questo tipo di prese per il culo, perciò ripasserò da queste parti.

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