Indietro al bel tempo che fu

Le finte foto di Bin Laden morto non ci hanno fatto pensare all'era della falsificazione, ai problemi politici, sociali e persino filosofici che pongono le nuove tecnologie, no: ci hanno fatto pensare al "giornale illustrato dei viaggi e delle avventure di terra e di mare".
Infatti pensiamo che ormai la produzione di finte immagini sia un processo del tutto slegato dall'intenzione di falsificare. Il problema è molto più semplice: c'è bisogno di una certa immagine e la si produce. Tutto ciò non ha molto a che fare col vero o col falso, visto che l'immagine in realtà riproduce una scena che esiste (Bin Laden è stato effettivamente ucciso con un colpo alla testa).
Molto probabilmente la vera foto non sarà troppo diversa da quella sintetica, quindi più che un imbroglio questa è una "rappresentazione", magari leggermente colorita, come quella che vi presentiamo.
E forse oggi la mentalità del cittadino medio non è poi molto diversa da quella di chi un secolo fa guardava con piacere il disegno dell'esploratore arrampicato sul palmizio, ben sapendo (eppure contemporaneamente negando) che non era "proprio la stessa cosa".
 

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