Una settimana di bontà

Manca poco alla temuta festività degli innamorati. Quanti di voi si scervellano per trovare qualche versucolo da appendere alle orecchie dell’amata, in sostituzione economica dei più durevoli preziosi? Ebbene per venirvi incontro continuiamo a saccheggiare l’articolo del Fasulo e a riproporre le tarde poesie del Nostro, e senili.
Questa qui, dedicata sempre ad un’allieva e giunta solo in frammento, combina efficacemente un lessico antiquato con dei riferimenti “pop”.

“A Z**

[…] diletta roditrice, pellucida castora
come lo scoiatto di amorosa complessione
accumula le noci nel cavo del suo tronco
(l’ira nonostante di paperino)
così io faccio incetta dei tuoi sguardi
in vista dell’inverno nucleare
e mai non me ne so saziare.”

NdF (di Fasulo): resta misterioso il motivo che spinge l’Autore a rivolgersi all’amata dandole della castora. Alcuni commentatori ritengono che sia un’allusione al prepotente sorriso dalla fanciulla, altri propongono di anagrammare tutti i versi con il motore del Gaunt. La strada sembrerebbe suggestiva, ma produce risultati vagamente osceni, per niente in linea con la platonicità del Nostro.

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