I santi, i morti e chi ancora non è nato

In questi giorni, due curiose coincidenze:
-nel cimitero qui vicino c’è qualcuno che ha pensato bene di far incidere sulla sua tomba un distico di Lovecraft (seguirà foto);
-a pag. 649 dell’edizione ridotta del “Ramo d’oro” si legge la paradossale storia di San Dasio, che fu martirizzato in quanto si rifiutava di impersonare Saturno. Pare infatti che i soldati romani accampati sul Danubio celebrassero ancora i saturnali alla vecchia maniera, e cioè tirando a sorte uno di loro, giovane e bello, che diventava il dio e per trenta giorni poteva dar sfogo a tutte le sue passioni, anche le più abiette e vergognose. Al trentesimo giorno però l’incarnazione del dio saliva sull’altare e si tagliava la gola. Ora accadde che una volta quest’onore capitò a un cristiano, Dasio appunto, che invece si rifiutò di contaminare i suoi ultimi giorni con azioni vergognose. I compagni cercarono di farlo ragionare ma a nulla valsero le preghiere e le minacce per cui alla fine, il ventiquattresimo giorno della luna, all’ora quarta, Dasio fu decapitato in Durostorum.  Si tratta forse dell’unico martire che morì perchè si rifiutava di morire.

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