La seconda come farsa

Ispirandosi alla celebre frase di Marx, Elia Spallanzani scrisse un piccolo esperimento di tragedia che mercé la ripetizione si trasformava in commedia. Nel primo atto vediamo Amleto il vecchio criminalmente assassinato nel verziere e la disperazione del figlio e dei famigli. Nella seconda, l’omicidio assurdamente si ripete tale e quale, come se il tempo fosse allacciato in un nodo (Elia notava che fino a qui il suo esperimento era quasi indistinguibile dalla vera tragedia, dalla ripetizione del teatro). Nel terzo atto assistiamo a una sorpresa: la vicenda diviene apertamente comica e il vecchio Amleto viene assassinato nel verziere, per la disperazione dei figli e dei famigli. Risa registrate sottolineano il trapasso tra le forme.
Riservandoci di esaminare più approfonditamente in futuro questo piccolo gioiello, non ci stancheremo mai di sottolineare la modernità (ma anche la classicità ) del Nostro, che in sol colpo serissimo (ma ilare) riunisce storia, arte, politica e semiotica, con la profondità (ma anche la leggerezza) di un genio demente.

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