Dopo la prima vita, non ce n'è un'altra

Ultimamente ci sentiamo un po’ retrogradi. Abbiamo commentato da anziani l’iniziativa "regala un libro a uno sconosciuto" e adesso commentiamo da anziani l’iniziativa minimum fax per il riciclo dei libri morti.
Banalmente, noi pensiamo che la vita di un libro consista nell’essere letto: anche se è fuori catalogo, gualcito, muffo, ridotto a brandelli. Qualsiasi altro utilizzo ci deprime, a meno che non si tratti di cavarne nuova carta bianca (per ristamparci lo stesso libro).
Perciò la nostra idea di riciclo è questa: prendete questi libretti e libraccoli, dateli a dei volontari che li leggano, poi bruciateli per qualche scopo pratico e poi chiedete a chi li ha letti di scrivere quello che ricordano: un riassunto, un disegno, una citazione. Certo è spiacevole pensare a milioni di parole in fiamme, ma quelle di valore non bruciano.

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