Con la tensione che c’è in giro

“Nel momento in cui si cominciano a mettere bombe si scatena anche la tendenza metafisica, speculativa e perdigiorno che giace nascosta nell’animo dell’italiano medio: le ipotesi su responsabili, strategie, dietrologie, depistaggi, menzogne, complotti, fioriscono inevitabilmente nei nostri cervelli abituati a dire la verità soltanto per legittima difesa. Ormai per noi è impossibile credere che dietro una sigla anarchica ci siano davveri gli anarchici, che i neri siano ancora neri (e allo stesso tempo: che non siano più neri), che i rossi… la spiegazione più semplice viene sempre scartata perchè troppo banale, e quando poi si scopre che quella banalità era vera allora tutti fingono di averlo sempre saputo. Il fatto è che l’italiano medio non ha paura delle bombe, ma di apparire meno informato del suo barbiere.”
Elia Spallanzani, 1973

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