Nani sulle spalle

Il direttivo della Fondazione

Il direttivo della Fondazione

Bisogna ammettere che quando c’era ancora il Fondatore questo blog era più interessante, o almeno più vario: basta guardare le serie sui nuovi intrattenimenti o sull’arte postale (a dirla tutta il Fondatore aveva un unico difetto: i titoli).
Ma tutto era meglio, una volta. Nel 2004 i blog sembravano come l’universo, in espansione (cit). C’era questo diffuso ottimismo e l’impressione di poter cambiare il modo di comunicare, lo scambio di opinioni era continuo, il traffico era tre/quattro volte maggiore. Non abbiamo controllato, ma scommettiamo che il 90% dei link oggi non sono più validi.
Nel giro di cinque anni il fenomeno è stato in parte assorbito da strutture tradizionali (blog di giornali, di televisioni, di singoli personaggi giornalistici o televisivi) e in parte è rimasto nello stagno del marginale. Noi veramente (con noi intendo chi scrive) non abbiamo mai creduto che le cose sarebbero andate diversamente, ma neppure siamo stati in grado di prevedere la direzione del cambiamento: che pure era ovvia: verso forme meno impegnative e di consumo.
Adesso verrà fuori il solito genio a dire non è vero, non era meglio prima, ci sono infinite possibilità. Ci sono, non si discute, e sicuramente il “prima” sembra sempre meglio, ma il cambiamento c’è stato e non è andato nella direzione auspicata, ma in quella naturale: la direzione della minore resistenza.
Per cocciutaggine, noi restiamo qui. Continuiamo a produrre commenti di più di tre righe a fenomeni culturali minori e obsoleti. Non è una scelta particolarmente difficile, trattandosi del nostro modo di essere. Ci avviamo al settimo anno di attività e anche se rimpiangiamo il Fondatore (lo si rimpiange sempre) almeno abbiamo migliorato i titoli.

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Una risposta a Nani sulle spalle

  1. J0nsi ha detto:

    più che altro i blog sono stati mangiati dai social network, piattaforme di scambio troiate di gran lunga più efficienti

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