Segnalazioni: il palco regge / senza legge.

Con colpevole ritardo segnaliamo il bell’articolo (in inglese) dedicato da Esc ad una favoletta del nostro Spallanzani. Per i non anglofili, proponiamo una traduzione del primo paragrafo:

“Nella favola filosofica “La Fine di un regno” (In “Altri Crocevia”, 1969), lo scrittore italiano Elia Spallanzani sviluppa un’interessante metafora sul rapporto tra il teatro e il potere. La favola racconta di un perfido tiranno che opprime il suo popolo con leggi ingiuste. Il tiranno si beava di questa sua crudeltà, ma in realtà la cosa che amava di più era il teatro. Aveva l’abitudine di passare tutto il suo tempo a guardare spettacoli e non si curava affatto del mondo reale. Un giorno però i senatori vennero a chiedergli di far chiudere il teatro, perchè era fonte di grande confusione nell’applicazione della legge. Ad esempio, un attore aveva promesso ad un’attrice di sposarla, com’era scritto nel copione, e poi però la donna aveva preteso di essere sposata per davvero. I senatori erano stati anche costretti a far decapitare un altro attore che sul palco pretendeva di interpretare il ruolo del re, diventando di fatto un usurpatore. Inoltre, le leggi dello stato erano così severe che ciascuna rappresentazione conduceva almeno un attore al patibolo, per ciò che aveva detto, o fatto, o per i suoi costumi. Di questo passo, in breve tempo nel paese non sarebbero rimasti più attori!
Il re ne rise. la soluzione, pensò, è semplicissima: Basta fare una legge che dice: “le leggi del regno non si applicano a ciò che accade su un palco”.
Il giorno dopo fu promulgata la nuova legge e il re potè dedicarsi nuovamente alla sua passione. Il giorno dopo ancora fu svegliato da suoni e da musiche, come se all’esterno si svolgesse una festa, il che, per altro, era contro la legge. Guardò fuori dalla finestra e il regno gli apparve differente, ma ancora non riusciva a capire cos’era successo. Così uscì dal palazzo, cosa che non aveva più fatto da anni, ed ordinò che si ponesse fine a quella confusione: ma nessuno gli diede ascolto. Allora gli si aprirono gli occhi, e ciò che vide aveva dell’incredibile: l’intero regno era stato innalzato. Era bastata una sola notte per costruire un palco sotto tutto il regno, e non c’era più nessuna legge da invocare. Quel re continua ancora a dare i suoi ordini, ma nessuno gli presta più attenzione.”

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