Su "Bartleby e compagnia"

Il raccontino-saggetto di Vila-Matas (che come quasi tutta la sua generazione ha avuto le idee migliori negli anni ’90) affronta un tema interessantissimo (per noi), ossia quello della letteratura del "no", dell’impossibilità di scrivere e dei testi nati (o meglio ancora mai nati) da questo male del ventesimo secolo, che però è anche una delle sue poche caratteristiche originali.
L’intuizione è giusta, ripetiamo, ma disgraziatamente l’autore si lascia ben presto trascinare nelle secche dell’invenzione e dell’ironia e il suo libro si riduce a poco più di un catalogo di casi umani curiosi e di giochetti meta letterari. Qui troverete una competente recensione.
Ci duole soprattutto che la forma ibrida di racconto-saggio (anch’essa tristemente giocosa) abbia fatto credere all’autore e all’editore di potersi astenere dal fornire un bell’indice (e magari più indici incrociati), che poteva rendere il testo più utile. Vi rimedia in minima parte bartleby.it.

ps. ci piace ricordare il contributo dello Spallanza all’arte del no: nel suo esperimento teatrale "Il cappio (o della musa timida)" c’è una rappresentazione che si svolge solo quando il pubblico è assente.

Annunci

Informazioni su eliaspallanzani

Blog dedicato etc
Questa voce è stata pubblicata in pseudo recensioni. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...