La bottega dei sogni

Ne L’accademia dei sogni di Gibson la protagonista viene assoldata per scoprire l’origine di alcuni spezzoni video, enigmatici, anonimi, che stanno diventando il fulcro di una sub-cultura della rete. L’idea, che nasceva già dall’osservazione della realtà, si è alimentata da sola e uno degli ultimi esempi sembra www.xstatic.it: belle foto di auto di lusso e modelle, nessuna spiegazione, aria di mistero e il motto “di che materia sono fatti i vostri sogni”: persone che girano per la rete a chidersi di che si tratta etc.. La differenza infatti è che nell’Accademia gli autori degli spezzoni fanno di tutto per non lasciarsi trovare, mentre i nostri pubblicitari reali stanno riempendo tutti i social network con i loro link. Sono anche su anobii, dove millantano di possedere una copia di Crocevia, l’elusivo capolavoro Spallanzaniano. Cosa ci sarà dietro xstatic, la pubblicità di un auto, di un film, di un disco per i nadar solo? E davvero come dice Gibson è ormai destino che tutta la creatività si trasferisca dal prodotto alla promozione? O si è già rovesciato il gioco e l’arte per interessare deve autoproclamarsi pubblicità? Marzullesche domande in una notte torrida.

p.s. Pare quindi che dietro xstatic ci sia weareandy di Guido Mercati, però questo ancora non ci dice quale sia l’oggetto della promozione.

p.p.s. alla fine era solo una Jaguar.

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