Conservazione della massa

Non capiamo molto di economia, ma abbiamo una domanda: il nucleo della crisi sta nel fatto che le banche hanno concesso prestiti ad alto rischio. Questi prestiti in teoria rendevano interessi molto alti (più il prestito è rischioso, più l’interesse deve essere altro). Questi prestiti sono stati poi venduti e rivenduti, aumentando teoricamente di valore. Alla fine un credito teorico di mille rendeva cento e quindi non valeva più mille, ma mille + un tot. Ora, il tot in più è generato dalla contrattazione, e può sparire, ma i mille iniziali sono reali. Cioè, il denaro è stato dato. Non viene restituito, ma c’è, o c’era. Che fine ha fatto il denaro? Il mille prestato e non restituito dov’è? Questo denaro non può sparire, non è una sopravvalutazione, è proprio denaro denaro. E allora dov’è?
Le persone che hanno ricevuto il prestito che ne hanno fatto? L’hanno speso, visto che non possono restituirlo. Hanno comprato cibi, strumenti, benzina, il necessario per vivere. Quindi vuol dire che tutto questo denaro, migliaia di migliaia di miliardi, non è bruciato o svanito nel nulla: si è trasformato in vita. Carne e sangue di persone che adesso vanno in giro sotto il sole e non restituiscono quanto hanno ricevuto.
In effetti, tutti questi soldi sono entrati nella circolazione del sangue mondiale. Tutti li abbiamo ricevuti, perchè tutti siamo stati pagati per merci o servizi da coloro che avevano ricevuto i prestiti. Quindi il problema non è che i soldi non ci sono, ma che stanno nelle tasche di gente che non è tenuta a restiturli, cioè noi: di conseguenza, quando lo stato preleva denaro da tutti i cittadini per ridarlo alle banche fa solo giustizia. Allora dov’è il problema?
Che nel mezzo della giostra i debitori hanno goduto: per un po’ di tempo hanno ricevuto beni e servizi senza meritarli, senza lavoro, senza niente in cambio. Si sono trovati dove passa il fiume dei soldi, portandosi dietro la materia dei beni, e hanno bevuto. Tutto ciò che abbiamo perso sta nei loro stomaci, ma nessuno propone di riprenderlo.
E come potremmo? Beh, potremmo mangiarli.
Se calcoliamo dieci milioni di debitori insolventi, e valutiamo ciascuna vita centomila dollari (non è tanto per una vita), arriveremo a un totale di mille miliardi di dollari, che è più o meno quanto manca ai nostri conti. Questi dieci milioni di uomini, se usati come schiavi, sono in grado di restituirci quanto abbiamo perso.
Certo, serviranno dei guardiani. E il problema non è chi guarda i guardiani, ma chi li paga.

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