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Che lingua parlerebbe un essere pensante vissuto sempre da solo? In teoria nessuna. Se nato tra le bestie, probabilmente imiterebbe quelle (questa però è solo una deduzione dettata da ineducata empiria). Qualcuno provò con dei crudeli esperimenti (rinchiudere bimbi appena nati in modo che non avessero mai contatti con nessuno) a verificare se esiste una lingua innata, ma pare che siano falliti. D’altro canto, sembra che esista una grammatica innata, ossia una particolare conformazione del cervello, che fa si che tutte le lingue si somiglino. A noi però interessa più un’altra ipotesi:
mettiamo che esista una creatura pensante, sola del tutto, senza neanche l’esempio dei babbuini o dei fringuelli; immaginiamo anche che questa creatura sia eterna o almeno longeva; pur non dovendo comunicare con altri, non è plausibile che sviluppi un metodo per comunicare con se stessa? Ad esempio, segnando con una X le piante che ha sperimentato commestibili. Più semplice ancora l’idea che segni la strada percorsa, per ritrovarla. Avremmo quindi un essere che per trattenere la memoria ha creato una scrittura…
quest’essere infinito, muto, solo, memorante, ricorda stranamente qualcosa…

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