Morto che parla

Cosa rimane allora del giallo? Tutte le combinazioni e i trucchi sono stati sfruttati, compreso l’io narrante assassino di un famoso romanzo della Christie. Scartata la via impossibile del lettore omicida, pare che non resti altro da fare se non spostare il fuoco della narrazione da “chi è stato” a “come ci si sente”, ossia passare al thriller e al noir. Qui ormai c’è ben poco mistero e anzi si può azzardare che meno ce n’è e più forte è l’impatto, perchè mentre il giallo è assimilabile alla commedia, il nero e i brividi partecipano della tragedia. Come nell’Edipo, il lettore è un passo avanti rispetto ai personaggi, li attende al crocevia della morte. Anche i misteri sono di norma irrisolvibili e rientrano nella categoria delle agnizioni, ossia dei riconoscimenti. E si può riconoscere solo ciò che già si conosce. Non mancano le variazioni sul tema: rivolgimenti inaspettati, flashback veri o finti, l’io narrante che finisce assassinato o che addirittura è già morto dal principio e lo si sa, o lo si scopre solo alla fine. Potremmo anche nominare i romanzi da cui abbiamo tratto gli esempi senza perciò spogliarvi del gusto di leggerli, lusso negato al giallo, ma preferiamo che ognuno riconosca i suoi.

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