Giallo mostarda

La rete che abbiamo cominciato a tessere si infittisce. Nella postilla al Nome della Rosa il criceto Umberto Eco scrive che da principio avrebbe voluto intitolare il libro L’Abbazia del delitto, e guardacaso esiste un gioco da tavolo ispirato a Cluedo e al Nome… che si chiama appunto Murder in the Abbey, in italiano l’Abbazia del Mistero. Ancora: Anthony Pratt, l’inventore del Cluedo, si dilettava di murderparties, ed ha creato il gioco nel tentativo di riprodurre l’atmosfera di quelle serate. Almeno così riferisce Bruno Faidutti, autore dell’Abbazia del Mistero nonchè di un dottissimo saggio sull’unicorno. Per chiudere il cerchio, pensate allo scherlockiano frate Guglielmo, che ricorre proprio all’immagine del cornuto cavallide per esemplificare la ricerca della verità singolare mediante i segni e l’eliminazione degli errori. Perchè l’unicorno deve esistere, altrimenti che gusto c’è ad attraversare un bosco narrativo?

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