Pillole di Paranoia

Pillole di paranoie postmoderniste. Un simpatico non premio a chi indovina da dove vengono. (nota: in origine si trattava di 27 post distinti, qui riuniti dal 27/11/11).

1. Contrariamente alle credenze popolari, la colla dei post-it non è ottenuta dal muco di rospo. La verità è molto più inquietante.

2. C’è un posto, da qualche parte nel Nord America, dove tutti i gestori di motel si ritrovano per le vacanze.

3. La plastica è una menzogna. La plastica in realtà è costituita da ossa umane trattate.

4. Il latte contiene particelle appositamente trattate che spengono quella parte del tuo cervello che ti consentirebbe di vedere i padroni del mondo per come essi sono veramente. Mai pensato di uccidere tutte le mucche?

5. Acqua e cibo non sono necessari. Sono droghe – le droghe che più causano dipendenza. Molto tempo addietro Loro introdussero queste sostanze per controllare l’umanità. Se resti abbastanza a lungo senza acqua e senza cibo puoi interrompere questa dipendenza. Io l’ho fatto.

6. In effetti il Molise non esiste. Voglio dire, avete mai conosciuto qualcuno originario di quelle parti?

7. La Statua della Libertà è nuda sotto la toga. Non solo: è così bella che si è formato un culto attorno ad essa. I suoi adepti rapiscono i turisti e li bruciano nella fiamma della torcia, in modo che ella sia compiaciuta e li degni del suo favore.

8. Vi ricordate gli Anni ’80? Non che non ve li ricordate. Non sono mai esistiti. Credete davvero che gli USA avrebbero votato Ronald Reagan? E che siano stati di moda scaldamuscoli, pettinature impensabili e giacche da donna con le spalline? Tutto ciò è stato inventato (e anche male).

9. Gli ospiti dei talk-show televisivi sono stati creati in vitro e cresciuti appositamente con l’unico fine di comparire nei programmi suddetti.

10. Tutte le persone con cui hai giaciuto nella tua vita fanno parte di un culto. Lo stesso culto. Costoro vedono l’andare a letto con te come una forma di sacramento. Alcuni di questi cultisti si sono anche innamorati sinceramente di te; altri no. La domanda che dovresti porti è: “Tutto ciò ha importanza”?

11. Le pistole non uccidono le persone. Le persone uccidono le persone. Vedete, in fondo le pistole sono solo attrezzi. Chi spara crede fermamente nella loro capacità di ferire e questo gli permette di attivare le sue capacità telecinetiche latenti, che spingono il proiettile fuori dalla canna nel corpo della vittima. Volete provare? Comprate una pistola.

12. La rete di autostrade e di tangenziali degli USA forma un gigantesco glifo mistico in grado di evocare demoni in caso di attacco da parte di una potenza nemica.

13. C’è questa tipica cittadina americana che si chiama Piscataway, fondata nel 1666: il classico sobborgo metropolitano con ragazzini che imitano i propri idoli, ipermercati che fanno chiudere i piccoli commercianti locali e un’autostrada a quattro corsie. Il fatto è che, per qualche motivo, ogni bambino nato a Piscataway è più forte, veloce e intelligente di qualsiasi altra persona abbiate mai conosciuto. La maggior parte di essi, una volta cresciuti, lavora allo stabilimento della Pepsi. Strano che non abbiano realizzato tutto ciò che potrebbero fare… a meno che non nascondano qualcosa. Sia come sia, quello di Piscataway è un impianto di imbottigliamento dannatamente efficiente.

14. Hai firmato la tessera per donare gli organi? Ossignoresantissimo. Non te lo aveva mai detto nessuno?!?

15. Nella maggior parte dei quartieri americani, fare tre svolte a sinistra equivale a fare una sola svolta a destra. Non farlo mai, però, all’angolo tra la sesta e la Elm. Non farlo. Non funziona.

16. L’unico testimone della Rivoluzione Francese ancora vivente risiede a Quintana, Texas.

17. Il nuovo modello di cellulare della Nokia ha un circuito difettoso che consente di ascoltare indisturbati le linee sicure usate dal Pentagono.

18. I coltelli usati nei sacrifici rituali non vengono rilevati dai metal detector. Nessuno sa perché.

19. Se prendi uno di quei CD gratuiti che permettono di collegarsi a Internet e lo tieni entro 10 metri dal computer, il governo può tenere traccia di tutto quello che fai col PC.

20. Esiste davvero un ricco ex-ministro delle finanze nigeriano in cerca di aiuto. E al momento è abbastanza disperato.

21. Chiunque abbia fatto un giro su tutte le attrazioni di EuroDisney è ora programmato ad uccidere ritualmente i propri cari non appena sentirà una certa canzone alla radio.

22. Con l’Euro non è difficile ritrovarsi con monetine che all’inizio si fa fatica a riconoscere perché hanno il dorso tedesco, o portoghese, o irlandese. Alcuni le stanno collezionando nel tentativo di avere la serie completa di ogni nazionalità; e stanno scoprendo che alcuni eurocent riportano il profilo di Carlomagno, o la commemorazione di Hitler, lo stemma del Regno Unito di Spagna. Non sono falsi. Stiamo ricevendo denaro da comunità europee parallele. E forse non solo denaro.

23. Mai sentito dire che il governo degli USA controlla segretamente Al-Qaeda? Ho una notizia per voi ragazzi. È l’esatto contrario.

24. Se avete un televisore con schermo 16:9 state attenti. La parte nera dello schermo contiene perlopiù trasmissione di messaggi subliminali. Ovviamente il fatto che colpiscano la parte della popolazione mediamente più ricca (quella cioè in grado di permettersi un 16:9) non è affatto un caso.

25. L’ascesa di forze della destra in tutta Europa è un piano per screditare l’opposizione alla creazione di un superstato europeo. Si tratta un sapiente complotto orchestrato dai veri padroni della UE: i terroristi anarcofascisti francesi e i nazisti del Quarto Reich.

26. Da più di vent’anni, ogni primo maggio, sulle colonne degli annunci di un giornale universitario statunitense compaiono strane scritte in codice: un miscuglio di formule matematiche, lingue straniere e immagini criptiche che forse hanno un senso, e forse no. Qualcuno sta tentando di decifrarle, venendo anche contattato dai misteriosi autori dei messaggi; qualcun altro forse ha intuito la verità, applicando a questo mistero le tecniche degli ARG (Alternate Reality Gaming). Sta di fatto che ne parlano anche i giornali; e questa volta non è uno scherzo.

27. Tutte le dicerie riportate in precedenza sono ovviamente dei falsi… a parte due. Quali?

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Informazioni su eliaspallanzani

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40 risposte a Pillole di Paranoia

  1. zop ha detto:

    hey ma ci sei sabato??? almeno virtualmente daiii! ciauz!

  2. zop ha detto:

    hey, posso complimentarmi per il muta-mento? 😉
    zzZZzzz

  3. Sono certo di avere letto la 3, e forse la 5 e la 1. Lette altrove intendo. Potrebbe essere DFW, considerando che è l’unico autore giovane contemporaneo che io abbia letto, ed è indubbio che si tratta di un giovane contemporaneo e non, come i più potrebbero pensare, di Michel de Montaigne. Ora che ci penso, quella dei motel, insomma, fa molto raduno, molto “verso occidente”, anche se mi ricorda anche il convegno di serial killer di un volume di Sandman, che è l’unico altro autore giovane contemporaneo che mi pare di conoscere.

  4. eliaspallanzani ha detto:

    Ci sei abbastanza vicino. Ritenta. 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Eh, ma ho finito davvero gli autori giovani che conosco. Sono quasi convinto di non avere letto altro. O allora è un fumetto. Comunque, dai un’occhiata a questa cosa: http://www.socialfiction.org/psychogeography/PML.html. Forse è pane per i denti della fondazione.

  6. utente anonimo ha detto:

    mi ricorda “essi vivono”.

  7. eliaspallanzani ha detto:

    Artifiziale, ci sei vicinissimo. 🙂

  8. eliaspallanzani ha detto:

    Ci eri più vicino prima (in effetti avevi praticamente indovinato…) 🙂

  9. utente anonimo ha detto:

    Viene da una racconto breve di Dick di cui non ricordo il titolo.
    Qualcosa tipo “I valori dei nostri padri” o simile…

  10. utente anonimo ha detto:

    Ma vengono tutte dallo stesso posto?

  11. dhalgren ha detto:

    è “la fede dei nostri padri”, e lì si tratta dell’acqua.

  12. utente anonimo ha detto:

    Ripesco dal mio archivio un articoletto simil-nostaligico sugli anni Ottanta, e te lo sottopongo. Cosa facevamo negli anni Ottanta? Per me vale la canzone “Tapparella” di Elio
    (Matteo)

  13. dhalgren ha detto:

    ooookkey. state traducendo i rumors di Unknown Armies 2a ed. maledetti. per verificare ho dovuto riscaricare il pdf…

  14. eliaspallanzani ha detto:

    In realtà vengono dal forum di RPG.Net… carini vero?

  15. utente anonimo ha detto:

    Forse, anche certi conduttori che li intervistano. FuoriTempo.

  16. utente anonimo ha detto:

    cazzo. questa e’ verosimile.

  17. utente anonimo ha detto:

    Dal glifo mistico al golfo mistico. Ma, trattandosi di strade, si dovrebbe dire il gorgo mistico, o l’ingorgo mistico. Sulla stessa linea di pensiero viene evocata la parola “gordiano”, come nodo gordiano dell’ingorgo sviluppabile nel glifo mistico delle strade americane
    saluti
    Matteo

  18. matisse ha detto:

    Due pianoforti van bene lo stesso? 😐

  19. dhalgren ha detto:

    si, ed è mio cuggino.

  20. dottord ha detto:

    Ehi, dove sono i punti 1 – 3?

  21. eliaspallanzani ha detto:

    Magari nei post passati…? 😉
    F.

  22. utente anonimo ha detto:

    secondo me se lo si dice in una lettera a catena, qualcuno ci crede.

  23. dottord ha detto:

    Adesso ci sono. Ma quando li avevo cercati, la settimana scorsa (non sono ancora così rimbambito da non arrivarci da solo), non c’erano.

  24. eliaspallanzani ha detto:

    18bis. I post di alcuni blog apparentemente scollegati tra loro non scompaiono. Vengono sottratti temporaneamente da un’intelligenza artificiale che li usa per comunicare (con chi?). Mettendoli tutti in fila è possibile ottenere un discorso da iniziati che rivela le ultime verità.

  25. personalitaconfusa ha detto:

    è vero, io ho già un euro russo.

  26. oltrenauta ha detto:

    ciao, bel posto, fatti un giro sul mio blog…sai mai che ti interessa…

  27. eliaspallanzani ha detto:

    Noialtri si va in ferie fino a settembre, da qualche parte tra Artide e Antartide. Ci si risente poi con alcune ghiotte novità 🙂

  28. coolhead ha detto:

    Buone vacanze! 🙂

  29. Madonna siete osceni. Fino a settembre! Divertitevi.

  30. utente anonimo ha detto:

    La 26 è vera poi non ho letto lòe altre.

    Ciao,
    Bouvard

  31. Anonimo ha detto:

    Traspongo un mio commento apposto da me su Nazioneindiana al blog su Bacon e l’arte contemporanea ove ho citato il nostro grande maestro Spallanzani:Sono venuto a formulare un’ipotesi sul persistere in vita dell’arte figurativa (con figurativo intendo dire disegno, fattura di forme non necessariamente verosimili) nonostante i periodici annunci annunciati, sbandierati in passato anche recente da gruppi di artisti o singoli, da critici e da storici dell’Arte.
    Ritengo che molti individui della specie umana abbiano la necessità psico/fisiologica di fare figure, disegnare, plasmare da tempi lontanissimi e che la pratica di queste attività sia antropologicamente un esercizio importante di questa specie in evoluzione; l’uso e l’elaborazione del linguaggio dei segni graffiati e pittati, convogliatosi in pratica di mestieri quasi magici quindi in arti codificate è stato custodito, perfezionato e tramandato da corporazioni di artisti per millenni.
    Fino a circa centocinquanta anni fa, all’epoca della rivoluzione industriale e quindi alla nascita delle concezioni romantiche, l’abilità manuale e la tecnica erano requisiti fondamentali per un artista: per essere scultore, pittore, mobiliere, arichitetto era necessario dimostrare ad un maestro della propria arte di avere disposizione naturale e talento e quindi con il maestro apprendere ed elaborare un stile, un linguaggio propri o comunque all’altezza dei tempi e delle richieste dei committenti.
    Con il Romanticismo, in Europa, la figura dell’artista, fino ad allora artigiano specializzato, è stata caricata di aure, orpelli culturali, fandonie, arte per l’arte, vita e arte, arte e maledizione e poesia e straccioneria e boheme. Purtroppo hanno reso famosi e cariche di fascino certe figure d’artista più le vite sregolate, le malattie mentali, le sofferenze psichiche che non le reali innovazioni o scoperte apportate al linguaggio o all’approfondimento di una ricerca estetica ( non è un mistero, credo, per nessuno che i personaggi Van Gogh e Gauguin e tanti altri siano universalmente noti più per l’epos costruito sulle loro vite che per le loro opere).( Con questo non ho nulla contro quei grandi pittori, anzi).

    Man mano la figura dell’artista si è staccata dalla consolidata sua figura di artigiano specializzato, abile tecnico, decoratore o magnifico inventore di figure ed oggetti per addivenire a situazioni confuse di psicolabile esteta, ipersensibile coglione, geniale misantropo, moralizzatore dei costumi o altro.
    Siamo arrivati fino ad oggi in un’epoca confusa dove convivono varie tendenze artistiche a seconda delle esigenze dei vari mercati. Possono convivere ed essere apprezzati come qualità( e come prezzo, proprio) artisti diversissimi in contraddizione quali Balthus, Bacon anche Baselitz e Kiefer e la transavaguardia, la pop art e Donald Judd e Kossuth e Kapoor, i concettuali ed i minimalisti.
    Certo che in questa epoca il MercatoAlto degli artisti viventi si volge prevalentemente a favore dei concettuali che paiono trionfare sempre più; tuttavia i loro prodotti, asseverati( in linea di massima) da una cordata illustri speculatori, esistono staccati completamente dal grande pubblico ed io riscontro che moltissime persone istruite, colte non sanno quasi nulla dell’arte contemporanea: visitano la mostra di Canaletto, corrono a Parigi o a Londra per rivedere un impressionista ma non vanno a due kilometri dalla propria casa a vedere una mostra di Giulio Paolini.
    Tuttavia i fabbricanti di figure esistono, ancora e spero per molti anni a venire.
    I più non sono nemmeno considerati artisti tout court e non vogliono esserlo, in genere hanno praticato una trasmigrazione verso campi da tempo attivi dove contano ancora abilità tecnica ed capacità ideativa, si sono spostati nel design di oggetti, nel fumetto, pubblicità, nel campo cinematografico, si sono volti all’animazione, creano videoclip, lavorano nella grafica informatizzata.

    Io certo sono fazioso. Sto dalla parte di questi ultimi: credo che siano costoro che portano avanti la ricerca di linguaggio, ora. Penso ancora che viviamo in un epoca in cui la fruizione dell’immagine, sia fissa che mobile avviene (in occidente), prevalentemente attraverso i monitors; credo ancora che questo sia, ora, il laboratorio della specie nella cultura dell’immagine e che esistano molti artisti noti che lavorano seriamente in questo senso. A mio modo di vedere è probabile che in futuro il consumo di immagine e pure di testo scritto avverrà prevalentemente attraverso la comunicazione elettronica e che quindi le tecniche di fattura, il linguaggio delle immagini si adegueranno sempre di più a queste esigenze.

    ***
    Per di più leggendo e rileggendo le allusioni di Andrea alla “critica del sospetto” sono stato incuriosito, stuzzicato, ho ricordato qualcosa e tanto mi sono interrogato che alla fin fine mi sono rammentato di un testo che usava questa espressione e l’ho ritrovato in cima all’ultimo scaffale della mia non cospicua biblioteca.
    Esso è un strano romanzo/pamphet di un singolare personaggio scomparso, tale Elia Spallanzani, dal titolo “Crocevia” edito in Italia nel 1970 da una certa FEIC.
    Traggo questo brano dal testo:
    ” Tracce. Noi lasciamo solo tracce.
    A volte esigue tanto da sparire in pochi momenti.
    Persistono altre quali quelle della lumaca di Trilussa che suppose di lasciare un’impronta nella storia sbavando su di un obelisco.
    Opere rimangono talvolta. Le vite si bruciano.
    In queste, tuttavia, una consorteria copiosa di agenti speciali del denaro si crogiola e si
    sbrodola per edificare edifici di biografie costituiti essenzialmente da letame.
    Costoro si avviticchiano alle tracce di vita d’artista per cavarne sugo d’ossa, liquame per dilettare palati malati.
    Le opere più non contano: vale assai di più sapere come il musicista, l’artista schiavazzò, cacò, quanti bicchieri si scolò, se fece il morbillo o il colera o si guadagnò la vita anche come prosseneta, se ebbe le mutande sfondate o i calzoni bisunti.
    Le opere là in un angolo, le sole vere, reali tracce di vita languono in un stipo remoto.
    Rende molto così una critica del sospetto artatamente creata per dilettare i bassi geni, come osava dire il Ripano Eupilino. Parafrasando il generale Grant: il pittore migliore è quello morto.
    L’uomo consapevole, che vuole vedere, l’uomo che gusta si apposta di fronte all’opera e contempla: l’assorta contemplazione non ha bisogno di mediatori, di critici né di becchini.”

  32. utente anonimo ha detto:

    non ho parole

  33. Pingback: RC/TH Iam Dies Calvin * | Fondazione Elia Spallanzani

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