La letteratura come sparizione

Scrivere per essere ricordati? Macché. Forse stiamo sbagliando tutto quanto. Il vero scopo della letteratura è sparire dalla circolazione. Il cosiddetto "scrittore famoso" si consegna non già alla storia, ma alla storia della letteratura, creandosi un personaggio pubblico che si discosta progressivamente dalla sua reale natura privata. Se poi scrive qualcosa di autobiografico, allora tutto si compie: l’autore si invischia da solo fra le trame della sua scrittura, diviene personaggio tra gli altri personaggi e si disincarna, diventando etereo ed inconsistente come solo il protagonista di un racconto di finzione può essere; di fatto, scomparendo. Vi sono però vie più sottili per raggiungere questo nirvana letterario. Una per esempio è quella di Ernesto Gastaldi, che Delos definisce "il maestro segreto dell’horror": questo autore di fantascienza italiana, decenni prima del boom di Valerio Evangelisti fuori dalla nicchia, si nascondeva infatti dietro allo pseudonimo Julian Berry; come se non bastasse, molte sceneggiature di pellicole italiane horror sono state scritte proprio da lui, senza però che ne comparisse il nome nei crediti. Interessante a tal proposito l’intervista a Julian Berry/Enrico Gastaldi sulle sue vicissitudini cinematografiche. Altro autore che ha coniugato sparizione e scrittura è ovviamente l’Elia Spallanzani che dà il nome a questo blog; ritiratosi improvvisamente dalle scene nel 1980, quando già in precedenza si era segnalato per le sue improvvise e inspiegabili assenze, decise di trasumanare nel piano del fantastico ritirando il più possibile le copie delle proprie opere dal mercato e lasciando di sé solo una vaghissima eco, quasi una macchia indistinta ai margini del campo cognitivo. Noi lo riteniamo un tentativo (riuscito) di inserire il vuoto dello zen nella letteratura. Qualcosa del tipo "questo è un autore, questi sono i titoli delle sue opere: il resto ve lo dovete immaginare da soli". E anche noialtri della Fondazione per qualche giorno spariremo nella letteratura, quella interattiva però: ci troverete infatti fino all’8 dicembre presso Giochi Sforzeschi, dalle parti di Immaginaria. Veniteci a trovare!

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