Percezioni alterate /3

Proseguiamo questa rassegna libraria motivata in qualche modo dal quarantennale della scomparsa di Aldous Huxley, il cui decesso avvenne lo stesso giorno di JFK e dunque passò decisamente più in sordina. All’autore de Le porte della percezione e Il mondo nuovo non sarebbe dispiaciuto il romanzo Spider di Patrick McGrath. Non so se abbiate visto il film che Cronenberg ha tratto dal libro: pur nobilitato da un un Ralph Fiennes inquietante e da una fotografia adeguatamente spenta, il romanzo è comunque superiore. Vi si narra la storia di "Spider", un uomo mentalmente disturbato che pian piano rievoca la propria infanzia problematica e di come questa l’abbia condotto alla sua situazione attuale. Anche questa storia viene raccontata dall’interno della mente di un folle ed è interessante, per il lettore, cercare di districarsi tra il vero e il fasullo, tra ciò che è accaduto e ciò che invece non è altro se non la proiezione del subsconscio del protagonista. Da brivido.

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4 risposte a Percezioni alterate /3

  1. dhalgren ha detto:

    di Huxley segnalo pure “i diavoli di Loudon” (che contiene anche una stramba esaltazione del misticismo orientale) e “l’isola”, il cui più acuto commento sta imo in “le particelle elementari”, di Houellebecq.

  2. trelkovsky ha detto:

    3 considerazioni. il caro huxley è nato lo stesso giorno della protagonista di run baby run, sonnolenta ballata di sheryl crow; il caro huxley rientra inoltre in quel particolarissimo club di scrittori che possono vantare un famoso scienziato tra i loro antenati (questa l’appoggio lì); infine, il caro huxley è anche autore di “giallo cromo”, libro memorabile non fosse altro che per un episodio: il ragazzo poeta, ingenuo come solo i romantici, utilizza il termine carminativo per la sua musicalità, salvo poi accorgersi, ottanta pagine dopo, del suo reale significato. questa mi pare l’osservazione più degna di nota (o la nota più degna d’osservazione, fate poi voi).

  3. dhalgren ha detto:

    anche il fratello era un noto sapientone, vagamente nazista ma lasciamo stare. Anzi no, non lasciamo: le tecniche genetiche illustrate nel “mondo nuovo” derivano chiaramente da quella parte lì.

  4. Pingback: Una volta eravamo più professionali | Fondazione Elia Spallanzani

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