Metafiction 3: ancora più in là

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Conoscete David Foster Wallace? Questo incredibile autore statunitense è responsabile di alcune chicche imperdibili. Il suo capolavoro riconosciuto (non fosse altro per la mole: ben 1300 pagine!) è l’indefinibile Infinite Jest, caratterizzato da un uso quasi ossessivo delle note a margine. Esse ci avvicinano già all’ambito della letteratura interattiva: il lettore vede il numerino che segnala l’esistenza di una nota e deve decidere se interrompere il normale flusso della lettura per approfondire un tema o proseguire; il bello è che tali note non sono marginali alla comprensione del testo, anzi – il che rende Infinite Jest un’opera certo non facile. Sicuramente più accessibili i saggi e reportage dal taglio narrativo pubblicati dall’eccellente casa editrice Minimum Fax, tra cui quello su David Lynch contenuto nell’antologia Tennis, TV, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più, indispensabile per chi voglia approfondire la visionarietà del regista di Mulholland Drive. In tema di metafiction però segnaliamo un’opera solo apparentemente minore, ossia Verso Occidente l’impero dirige il suo corso. Perché? In breve, non è solo metafiction, ma addirittura metametafiction! Prima che a qualcuno venga mal di testa, chiariamo il concetto. L’autore riprende un racconto metafiction di Barth e ne costruisce un seguito apocrifo; il romanzo che ne risulta è contemporaneamente sia un’opera di metafiction (nella finzione stiamo leggendo infatti il prodotto di un laboratorio di scrittura), sia una critica feroce alla metafiction stessa e ai suoi meccanismi ammiccanti che Wallace definisce efficacemente come “guarda-mamma-senza-mani”, alla lunga decisamente stucchevoli. Se è vero che due negazioni si annullano, vale per questo libro la considerazione per cui un’opera di metametafiction alla fine è una fiction, e di eccellente qualità. Se a questo aggiungiamo la prefazione di Martina Testa, tra le più belle ed esaurienti mai lette, si capisce come la lettura di Verso Occidente sia un picco letterario indispensabile per chi si interessa al tema della metafiction.

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